chiuse 60 stalle e fattorie al giorno

stalla

“(ANSA) – ROMA, 7 SET –

Dall’inizio della crisi sono state chiuse in Italia oltre 172.000 stalle e fattorie, ad un ritmo di oltre 60 al giorno, con effetti drammatici sull’economia, sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale. E’ quanto emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti al valico del Brennero dove sono giunti migliaia di agricoltori “per fermare i traffici di una Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca alle schifezze alimentari – osserva l’organizzazione agricola -, mentre a Bruxelles si sono mobilitati i giovani della Coldiretti per chiedere un cambiamento delle politiche europee”. Sono oggi meno di 750mila le aziende agricole sopravvissute in Italia – calcola Coldiretti – ma se l’abbandono continuerà a questo ritmo, in 33 anni non ci sarà piu’ agricoltura lungo la Penisola, “con conseguenze devastanti sull’economia e sull’occupazione e sull’immagine del Made in Italy nel mondo ma anche sulla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini”.
“Bisogna cambiare verso anche in agricoltura – prosegue Coldiretti – dove la chiusura di un’azienda significa maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione”.

“Sono questi – ricorda Coldiretti – i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali è sottoposta giornalmente l’agricoltura: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori per colpa di una filiera inefficiente”.

“Rischiamo di perdere un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che faccia bene all’economia all’ambiente e alla salute”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.”

ANSA

Questo panorama disastroso descritto dalla coldiretti non corrisponde a verità perchè se si fermasse l’allevamento sarebbe un bene per tutto il pianeta, si ridurrebbe l’inquinamento ambientale per via della riduzione della produzione di metano, si ridurrebbe l’inquinamento delle falde acquifere per via delle urine e feci animali depositate sulle nostre campagne, si ridurrebbe la deforestazione del pianeta per la riduzione di richiesta del foraggio per animali e cosa più importante finirebbe lo sfruttamento e la sofferenza animale. Confondere allevamento con agricoltura è un voler confondere la gente perchè continueremmo a nutrirci di vegetali e quindi l’agricoltura continuerebbe ad esistere.

tony curcio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *