Monthly Archives: novembre 2015

mercatino di Natale “Slow Cristmas”

mercatino di natale

Domenica 29 Novembre l’AVI dalle 9,00 alle 18,00 associazione vegani italiani sarà presente al Mercatino di Natale “Slow Cristamas”, di Romagnano sesia, in via Marconi, con il nostro gazebo informativo per cercare di informare la gente su perchè fare una scelta di vita vegana. Avremo nel nostro gazebo anche prodotti vegani, panettoni, cioccolatini e altri prodotti. Naturalmente siete i benvenuti se vorrete collaborare o vi aspetto anche solo per venirci a trovare

carri bestiami come lager nazisti

camion vitelli

 

Verrà il giorno in cui uccidere un animale sarà considerato un delitto al pari di uccidere un uomo. (Leonardo da Vinci)

Grande rispetto per i nostri fratelli animalisti che hanno sfidato un camionista che trasportava vitellini verso il macello. Questi camion della morte girano indisturbati per le nostre strade carichi di vittime innocenti che verranno uccisi solo per il gusto macabro della tradizione e dell’abitudine, sono sicuro che se fosse stati carico di cagnolini tutti a sdegnarsi ma sono “solo vitellini” non meritevoli della nostra pena.

tony

Assalto a carro bestiame durante manifestazione animalista ad Antegnate

Attimi di paura ad Antegnate durante una protesta animalista contro l’azienda di visoni Finetti, assaltato un camion trasportante bestiame.

Antegnate, 21 Novembre 2015

Attimi di tensione e paura questo pomeriggio ad Antegnate durante una protesta degli animalisti contro l’azienda allevatrice di visoni di Franco Finetti. Durante il presidio che si stava svolgendo nei pressi della strada statale è transitato per puro caso un carro bestiame trasportante alcuni vitelli. Gli animalisti alla vista dell’autotrasporto hanno subito inveito contro esso inizialmente con insulti per poi finire con un assalto vero e proprio. Alcuni manifestanti durante il passaggio del mezzo si sono letteralmente aggrappati ad esso venendo quasi trascinati per circa 200 metri quando poi l’autista ha fermato la sua corsa. Una donna, purtroppo, durante questa corsa è rimasta ferita ed immediatamente soccorsa dai presenti. Una volta fermata la sua corsa il trasporto è stato letteralmente preso d’assalto braccando il malaugurato guidatore che si trova ad ora ancora asserragliato all’interno della cabina sotto le minacce degli attivisti. Immediatamente allertati i carabinieri che hanno in parte disperso la folla di manifestanti. I gruppi animalisti hanno però richiesto l’immediato intervento della ASL per effettuare controlli sullo stato dei bovini e il rispetto delle norme igienico sanitarie sul mezzo. Gravi disagi e rallentamenti per gli automobilisti in transito.

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Palitana, in India la prima città vegana

palitana

E’ un vero cambiamento storico quello che è avvenuto a Palitana , uno degli insediamenti più antichi dell’India, che è diventata la primacittà vegana al mondo. Palitana è situata a Gujarat, lo Stato indiano con maggior presenza jainista, una religione istituita da Mahavira nel VI sec. a.C.

Il Giainismo, una religione basata sulla nonviolenza

Il Jainismo (o Giainismo), una religione antichissina inizialmente documentata come una fede a sé stante, ha una particolarità specifica che si basa, come abbiamo detto, sugli insegnamenti di Mahavira (559 – 527 A.C.), asceta di nobile estrazione, che indicò la via alla perfezione umana sulla base della nonviolenza.

Circa 5 milioni di persone in India praticano lo Jainismo e, rifiutandosi di uccidere gli animali della zona, hanno chiesto a gran voce una conferma legislativa alle loro abitudini.

Il cambiamento rivoluzionario è avvenuto con l’aiuto essenziale dei monaci Jain, che hanno iniziato uno sciopero della fame per fare pressione allo stato del Gujarat. Il loro intento era quello di vietare la macellazione degli animali nella loro città.

Lo sciopero della fame ha avuto un successo senza precedenti tanto che il governo non ha solo vietato le macellazioni, ma ha anche messo al bando la vendita di carne e uova.

Lo sciopero della fame ha indotto il Governo a cambiare idea

Virat Sagar Maharaj, un monaco Jain, sostiene che “Tutti in questo mondo – che siano animali, esseri umani o creature molto piccole – hanno il diritto di vivere, diritto che gli è stato attribuito direttamente da Dio”.
A seguito di questa decisione però, il 25% della popolazione di Palitana, circa 65.000 persone di fede musulmana, si è sentita lesa nel loro diritto di consumare carne. Ma questo non è stato sufficiente per cambiare la legge ormai approvata.

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I peccati della carne

odifreddi

Che la carne fosse un problema lo sapevamo da tempo, e non solo perché ce ne avevano messo in guardia i preti. Molto più seriamente, l’avevano fatto gli scienziati, da un lato, e i filosofi, dall’altro.

I primi ci hanno spiegato che il nostro intestino è lungo, più da erbivoro che da carnivoro, con ovvi problemi di fermentazione che si traducono nell’alta incidenza di cancri all’intestino e al colon, appunto. Cosa oggi confermata ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma ben nota a chiunque guardasse le statistiche di incidenza di quel tipo di cancro nei paesi in cui il consumo della carne è più o meno grande.

Gli scienziati ci hanno anche spiegato che la carne, apparentemente più nutriente e succulenta, è in realtà una fonte di energia di second’ordine, mutuata da quella di prim’ordine dei vegetali. E poiché il 90 per 100 delle coltivazioni mondiali sono dedicate a mangimi per animali, l’assurdità di un alimento che costa molto economicamente e vale poco energeticamente è evidente.

I filosofi, dal canto loro, e in particolare Peter Singer in Liberazione animale (Il Saggiatore, 2010), hanno notato come l’allevamento sia un’impresa inumana e disumana. E non soltanto quello per gli animali da carne, ma anche, e soprattutto, quello per gli animali da latte e da uova. Basta guardare in rete i filmati relativi ai lager animali, per convincersene: ad esempio, quello curato da Paul McCartney in Se i macelli avessero pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani.

L’uso della parola “lager” non è casuale. E’ stato John Coetzee, premio Nobel per la letteratura, a sottolineare in La vita animale (Adelphi, 2000) il legame tra lo sterminio organizzato degli animali e lo sterminio organizzato degli uomini, nonostante il fatto che Hitler fosse personalmente vegetariano. E’ grazie all’anestetizzazione dei sentimenti provocata dal considerare altri animali come carne da macello, sostiene infatti Coetzee, che gli uomini hanno potuto arrivare a considerare anche i loro simili alla stessa stregua.

Naturalmente, tutti questi argomenti si scontrano contro le ragioni del mercato. La carne è uno dei grandi business, dai McDonald all’Expo, e sappiamo benissimo che oggi l’Occidente non sente e non capisce altre ragioni, se non quelle del guadagno selvaggio. Gli allevatori e gli operatori di settore si sono dunque subito stracciate le vesti, e schierati a favore della controinformazione. Da un lato, minimizzando l’allarme: cioè, fingendo che il pericolo non sia poi così grande, e che comunque non riguardi direttamente noi. E, dall’altro lato, sostenendo che non si può interferire con un giro di affari che in Italia vale 32 miliardi di dollari l’anno, e mantiene 180.000 lavoratori.

Ottimi argomenti: gli stessi che permettono ancor oggi il commercio del tabacco e dell’alcol, che dal canto loro causano 120.000 morti l’anno nella sola Italia, pari a 300 morti giornalieri. Ovviamente, nel silenzio delle istituzioni e dei media, che preferiscono concentrarsi su notizie secondarie, per evitare di affrontare quelle principali. Non bisogna essere indovini per prevedere dunque che, dopo al massimo qualche giorno di rumore, i McDonald e l’Expo continueranno a lucrare sui lager animali, indifferenti al destino degli uomini.

di Piergiorgio Odifreddi

 

il miele uccide

 

miele uccide

Le api vengono uccise dal commercio di miele.
Sono piccole schiave con le ali.

– Il miele prelevato dagli alveari è sostituito con sciroppo di zucchero. Poiché non è l’equivalente adeguato della loro dieta naturale, il loro sistema immunitario è indebolito e. di conseguenza, le api sono esposte a diverse malattie e si accorcia la durata della loro vita. Per questo motivo, spesso vengono aggiuntidiversi antibiotici allo sciroppo (tetraciclina, terramicina, ecc.) nei paesi dove viene consentito. In Italia il Regolamento CE 470/2009 vieta si’ la somministrazione di antibiotici, se il fine è quello terapeutico, ma le contaminazioni accidentali sono ammesse, e possono certamente avvenire se le api si posano su fiori e piante trattati (legalmente) con antibiotici a fini curativi.

– Agli apicoltori piace sempre sottolineare che le api impollinano le coltivazioni agricole della pianteche mangiamo. Senza gli apicoltori, essi affermano, non saremmo in grado di mangiare un lungo elenco di frutta e verdura. La questione dell’impollinazione è nient’altro che un tentativo di distogliere l’attenzione dal fatto che il miele è il prodotto dello sfruttamento delle api.
Se si smettesse di commerciare in miele non si metterebbe fine all’impollinazione commerciale: apicoltura per il miele e impollinazione commerciale sono due cose distinte e separate.
La produzione di miele e l’impollinazione commerciale non sono la stessa cosa – le api che producono miele non sono le stesse che permettono l’impollinazione commerciale.
Molte ricerche dimostrano come le api siano gli impollinatori dominanti per solo il 15% delle colture del mondo. Le api non sono necessariamente i migliori insetti impollinatori negli ecosistemi naturali. Le api, infatti, bagnano il polline con la saliva, rendendo meno probabile che il polline sia trasferito ad un altra pianta.
Le api, inoltre, si dirigono versi diversi tipi di piante, così il polline non necessariamente arriva alla pianta giusta. Insetti più efficaci, per esempio, sono i bombi, che infatti vengono utilizzati per l’impollinazione commerciale. (ecco un esempio:http://www.freshplaza.it/article/24937/Syngenta-Bioline-lancia-una-nuova-linea-di-bombi-impollinatori-per-sostenere-lo-sviluppo-dellorticoltura-in-ambiente-protetto)
In aggiunta, non tutte le colture richiedono l’impollinazione degli insetti.
(Buchmann, S., professor of entomology at the University of Arizona in Tucson) & Nabhan, G. (director of science at the Arizona-Sonora Desert Museum) (1996). The pollination crisis: the plight of the honey bee and the decline of other pollinators imperils future harvests (adapted from The Forgotten Pollinators). The Sciences, 36 (4), 22-28.

– Quando gli apicoltori dicono che stanno aiutando le api a trasportandole nei luoghi dove raccogliere il nettare dalle piante, in realta’ stanno facilitando l’istinto di acccaparramento delle risorse nelle api – a scapito di altri più importanti impollinatori.
Le api possono competere con gli impollinatori fondamentali. Le specie di insetti fondamentali per l’impollinazione sono quelle di cui l’ecosistema probabilmente non può fare a meno.
Ci sono ampie prove del fatto che le api mellifere entrano in competizione e danneggiano altri impollinatori ben piu’ importanti come altre specie di api, ma anche uccelli e altri insetti.
Oltre alla minaccia da parte dell’api del miele, le api native impollinatrici (che sono molto più efficiente delle prime) sono in declino a causa della distruzione dell’habitat, dell’uso di pesticidi chimica, delle monocolture, i quali aggravano la concorrenza con le api da miele.

– Una nuova ape regina è selezionata da un essere umano per sosituire la regina regnante. Entrambe sono spesso inseminate artificialmente.
Le api regine possono vivere fino a cinque anni, ma la maggior parte degli apicoltori le sostituiscono ogni due anni. “Sostituire” e’ un eufemismo per “uccidere”.
Gli apicoltori, anche quelli amatoriali, uccidono regolarmente anche le api regine. Questo viene fatto per esercitare il controllo sull’alveare e sulla produzione. Ad esempio, è fatto per prevenire la sciamatura, l’aggressivita’ e a mantenere la produzione di miele al massimo. Le regine provengono da fornitori commerciali di api regine.

– Spesso l’ape regina viene inseminata artificialmente (un metodo che richiede la morte del maschio). Il metodo più comune per ottenere il liquido spermatico consiste nella decapitazione del maschio. Quando la testa è staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico e provoca un riflesso che causa il rilascio di sperma; il torace del maschio viene poi schiacciato per far uscire lo sperma dall’endofallo, ovvero i genitali maschili).

Raccolta dello sperma dal maschio:
https://www.youtube.com/watch?v=iVjLkUVt-Lg

Fecondazione per api regine:
https://www.youtube.com/watch?v=3vPV_WeQxV8

– Nel processo di controllo dell’alveare e della raccolta del miele, diverse api vengono schiacciate dai telai o calpestate. Le api che pungono l’apicultore per difendere l’alveare muoiono, dato che l’atto di pungere ha come conseguenza la loro morte. Un’operaia muore nel giro di qualche minuto dopo aver usato il suo pungiglione, poiché tutto l’apparato del veleno e le viscere vengono strappate dal corpo dell’ape, assicurando così un’azione protratta dell’aculeo che continua la penetrazione e ad iniettare veleno nella ferita anche dopo che l’ape si è allontanata.
Se si uniscono due colonie, la regina della colonia più debole viene uccisa.

– Il motivo per cui le api non possono solo volare via è perché gli apicoltori non le lasciano scappare; gli apicoltori fanno del loro meglio per evitare la sciamatura. Non solo perderebbero metà delle loro api, ma un sacco di preparazione andrebbe persa durante la sciamatura, durante la quale le api non producono miele.
Se le api tentano di trasferirsi, per esempio, in un bell’albero cavo, parte della colonia viene ricatturata e costretta nuovamente dentro l’alveare artificiale costruito dall’apicultore.
Dato che lo sciamare via dall’alveare parte su iniziativa della regina, le ali della Regina vengono spesso tagliate.

– Un apicultore vi raccontera’ la solita favola secondo cui stanno aiutando le api dato che in natura le colonie potrebbero morire perché sarebbero mal preparate per l’inverno.
Ma quasi tutte le colonie di api selvatiche sciamano in primavera. Poi, alla fine dell’estate, il 40% delle nuove colonie sciama nuovamente. Sono queste colonie che difficilmente sopravvivono. Nonostante questo, c’è ancora un aumento del 60% del numero di colonie. Molti animali liberi muoiono durante l’inverno – e questo serve a mantenere il loro numero sotto controllo. Seguendo questa logica dovremmo rinchiudere e schiavizzare i cervi perché alcuni di loro muoiono durante l’inverno?

info: http://vegetus.org/honey/bib.html

un minuto di attenzione anche per loro

fame nel mondo

questa immagine è l’emblema del fallimento umano, della pochezza che caratterizza la maggior parte del genere umano. Giustamente soffriamo se fanno un attentato dove muoiono delle persone innocenti solo colpevoli di vivere in una società combattuta da estremisti religiosi, ma ogni giorno centinaia di migliaia di persone muoiono sul nostro pianeta per la vostra indifferenza, perchè prima pensate al vostro benessere fregandovene di quello degli altri, così come fate con gli animali, ve ne fregate della loro sofferenza perchè per voi è importante avere la bistecchina o il bicchiere di latte sul vostro tavolo e non importa a quale prezzo, e poi tutti a lamentarsi se chi vive in quei paesi vuole venire nel nostro per scappare dalla fame o a portare odio per il nostro stile di vita, ricordate che è tutto collegato indifferenza porta indifferenza, odio porta odio. Quasi 6000 animali al secondo muoiono per la vostra indifferenza, per questi animali siete voi i terroristi dell’isis, siete voi i criminali.
tony

L’ultimo maiale

Da allevatore di maiali ad attivista vegano, “così è cambiata la mia vita”

l'ultimo maiale

E’ arrivato un momento nella sua vita, nel quale ha deciso di stravolgere tutto. Bob Comis era un allevatore di maiali di New York. Era proprietario di uno stabilimento in cui ne allevava ogni anno circa 700 animali destinati al macello. «Ho adorato questo mestiere per otto anni – dice Bob Comis -. Mi piaceva il lavoro fisico e soprattutto la bellezza di essere circondato dai maiali, che lasciavo molte ore all’aria aperta. Sentivo che dentro di me c’era un minimo di umanità verso questa specie, che fa parte della catena alimentare»

Poi due anni fa è cambiato a tutto. All’improvviso, in una fredda mattina di gennaio dello scorso anno, per la prima volta li ha guardati con altri occhi.«Sono stato travolto da una sensazione che non avevo mai provato – racconta – e ho capito che la mia vita avrebbe preso inevitabilmente un’altra strada. Non li ho mai più visti con lo sguardo di un allevatore». E da quel momento è diventato vegano.

Adesso Bob Comis è il soggetto di un documentario che uscirà nelle sale cinematografiche nel 2016, che s’intitola: «L’ultimo maiale», diretto da Allison Argo, vincitrice di un Emmy. Il film segue Bob durante il suo ultimo anno nella fattoria, e racconta la sua trasformazione in attivista che non mangia neanche più i derivati dalla carne. «Questa era la storia che stavo cercando da moltissimo tempo – dice Allison Argo -. Spero che apra gli occhi e i cuori del pubblico, non solo per la bellezza dei suini, ma per la vita intera. E mi auguro anche che accenda i riflettori sulla connessione che esiste da sempre tra questa specie e l’essere umano».

 

La coppia, che sta raccogliendo i fondi per la conclusione della pellicola, sogna un mondo futuro dove «Ogni individuo abbia il diritto di vivere, sia esso un uomo oppure un animale». Dopo la chiusura dell’allevamento, cosa fa oggi Comis? Coltiva ortaggi, ovviamente.

vedi articolo

tanto di qualcosa si deve pur morire

mangia carne

Fa tanto “figo” dire che non importa che la carne sia cancerogena, che “tanto di qualcosa si deve morire”…

Poi però quando arriva un infarto a 40 anni le cose cambiano. Quando arriva un tumore al colon a 45 si fa meno i fighi.
Quando servono farmaci per l’impotenza a 50 non si ride più.
Quando tra stitichezza, colite, sudori, mal di stomaco, pressione alta tumore alla prostata o diabete ci si ritrova a 60 anni pieni di problemi, allora ci si ricorda che si poteva anche star meglio.
Quando a 70 ci si è dimenticato chi si era, per colpa dell’Alzheimer (ormai associato ad alti livelli di colesterolo a 40 anni e ai grassi nella dieta) allora poi sono coloro che stanno vicino agli “ex fighi” di turno che si disperano…

L’ Italia sarà anche uno dei paesi più longevi del mondo. E’ anche uno di quelli dove il numero degli anni vissuti in salute (H.L.Y.) sta diminuendo sempre di più.
Dove ci tirano avanti, a forza di farmaci, operazioni e by-pass, perchè un malato che prende farmaci per 20 anni rende di più che un uomo morto giovane.

Sono sempre esistiti i centenari… Chiedete ai vostri nonni.
La media di vita era più bassa non certo per la mancanza di carne e di insaccati ma per l’alto tasso di mortalità infantile e materna e le scarse condizioni igieniche.
La differenza è che un uomo di 100 anni dell’800 e dell’antica Roma ci arrivava senza farmaci, senza operazioni e senza by-pass ma con le sue gambe!

E la dieta era prevalentemente a base vegetale.
I dati sono chiari: questa alimentazione semplice e di una volta aiuta a prevenire e combattere ogni sorta di problema di salute.
E non è pesante per il pianeta, che non tollera più gli allevamenti industriali.
E non è seminatrice di tortura e morte per miliardi di cuccioli innocenti.

Basta difendere i produttori di morte.
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Vogliamo meno fighi e + uomini che ci tengono a non diventare un PESO per le donne che hanno vicino…

Bastano solo 20 gg per dimenticare il sapore del sale degli insaccati, il sapore che li rende “buoni”.
Poi il corpo non li chiede neppure più.
I veri uomini si vedono da qui: dalla forza di volontà, non dalla mancanza di autocontrollo…

Un bacio e tutta la mia stima agli uomini vegetariani e vegani e a quelli di voi che da domani proveranno ad esserlo

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