Disturbare i cacciatori ed i pescatori non è più reato

il Consiglio regionale del Veneto aveva approvato una legge che puniva severamente chi “disturba l’esercizio dell’attività venatoria o piscatoria“ o reca “molestie agli esercenti l’attività di caccia o di pesca.

 

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della Legge regionale del Veneto che prevedeva sanzioni amministrative fino a 3600 euro per chiunque intenzionalmente disturbi l’attività venatoria e piscatoria.
La sentenza, appena depositata, ha dunque bocciato gli articoli 1, 2 e 3 della legge della Regione Veneto 17/01/2017, n. 1, ritenendo che quanto legiferato vada oltre le competenze regionali e travalichi su competenze statali quali sicurezza ed ordine pubblico.
Una vittoria delle Associazioni Animaliste che si vedevano private del diritto fondamentale di protestare e di difendere gli animali durante queste barbare attività
“Prendiamo atto della sentenza della Corte e presenteremo la stessa identica legge presso il Parlamento nazionale tramite l’on. Maria Cristina Caretta e gli altri nostri parlamentari”, commenta in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale del Veneto Sergio Berlato. “Ricordiamo – aggiunge Berlato – che in altri paesi europei, compresa nella vicina Francia, leggi analoghe sono vigenti da molti anni. Equipareremo la normativa statale italiana a quella già in vigore negli altri paesi europei”.
Un anno fa era stata anche bocciata sempre dalla Corte Costituzionale (con sentenza n.174 del 13 luglio 2017), la legge del Veneto n.18 del 27 giugno 2016 che prevedeva il “nomadismo venatorio” e altre disposizioni in favore dei cacciatori, in violazione della legge nazionale e dei principi costituzionali sulla “tutela dell’ambiente e della fauna selvatica”.
In attesa di un referendum che blocchi definitivamente queste pratiche criminali come la caccia e la pesca ci felicitiamo per queste piccole vittorie
Tony Curcio
presidente AVI

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