Anche per il 2019 arrivanno i dati Eurispes sulle abitudini degli italiani ma ci lasciano qualche dubbio sulla vericità dei dati perchè i questionari compilati e analizzati sono stati complessivamente 1.132, un numero troppo basso per prendere in considerazione le scelte degli italiani.
 I dati Eurispes 2019 mostrano che la tendenza alla dieta vegetariana e vegana sono considerate a tutti gli effetti abitudini alimentari consolidate e ben radicate nel nostro paese.

Sta di fatto che sono state presentate alla Camera ed al Senato due proposte di legge  per tutelare questo tipo di alimentazione. Uno della senatrice di Forza Italia Gabriella Giammanco, allo scopo di “tutelare le scelte alimentari vegetariane e vegane“, affermando e valorizzando gli aspetti etici e scientifici di tali scelte. Il disegno di legge è stato presentato il 12 aprile 2018, ma la notizia ha iniziato a fare la sua comparsa in rete soltanto in questi giorni. “Scegliere l’alimentazione vegetariana o vegana rappresenta un importante passo per bandire dalla nostra vita la violenza verso miliardi di animali e verso l’ecosistema” – ha dichiarato la Senatrice – “perché solo in Italia il consumo alimentare determina la morte di oltre 600 milioni di animali da terra e di un incalcolabile nu­mero di animali acquatici”. Ma non solo: un disegno di legge pensato per non costringere vegetariani e vegani a pasti inadeguati fuori casa, rispettando i principi di uguaglianza previsti dalla Costituzione, secondo cui “lo Stato e la pubblica amministra­zione devono garantire un medesimo tratta­mento a tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso, dalla religione e da ogni diverso tipo di orientamento”.

Un’altra proposta di legge depositata alla Camera nel 2013 da Michela Brambilla, deputata di Forza Italia, che prevede multe dai 2.500 ai 18.000 euro per le mense – pubbliche, private e convenzionate – che non garantiscano opzioni vegetariane e vegane nei loro menu.

Ma non è tutto: dalla panoramica realizzata da Eurispes, che “racconta” l’Italia dal 1982, emerge anche che il numero di vegani nel nostro paese sta aumentando. Sebbene il 5,4% degli italiani si dichiari oggi vegetariano (con un calo rispetto al 2018 dello 0,8% e un “abbandono” in favore di un ritorno alla dieta onnivora), il numero dei vegani è in aumento di un punto percentuale: dallo 0,9% dello scorso anno all’1,9% di oggi.

Il numero di vegetariani e vegani nel nostro paese si aggira attorno al 7,3%, un dato che, nonostante le normali oscillazioni annuali, si conferma stabile negli ultimi sei anni. In Italia il mondo “veg” è prevalentemente femminile: il 5,8% è vegetariano contro il 5% degli uomini, il 2,8% è vegano contro l’1,1% degli uomini.
Si riscontra inoltre una grande differenza nell’età della popolazione vegetariana e vegana rispetto al 2018: se fino a un anno fa le diete a base vegetale erano appannaggio quasi esclusivo dei cosiddetti “millennials” – i giovani nati fra i primi anni ottanta e il duemila – nel 2018 i 25-34enni vegetariani sono diminuiti dall’8,8% al 3,6%.

eurispes 2019

Quali sono, però, le motivazioni che si nascondono dietro a queste scelte alimentari? Per il 25,1% si tratta di una vera e propria filosofia di vita e prevalgono le persone che dichiarano di mangiare “veg” per ragioni di salute (30,1%), mentre per quasi 2 italiani su 10 (19,3%) si tratta di una scelta etica; solo il 3,6%, invece, dichiara di averlo fatto per tutelare l’ambiente.

 

L’indagine campionaria, come spiega Eurispes, è stata realizzata su un campione stratificato in base alla distribuzione della popolazione per sesso, classe d’età ed area geografica risultante dai dati dell’ultimo Censimento Istat. La rilevazione è stata realizzata tramite la somministrazione face to face di un questionario semistrutturato ad alternative fisse predeterminate, composto da domande a risposta chiusa o semichiusa. I questionari compilati e analizzati sono stati complessivamente 1.132. La somministrazione del questionario, la raccolta e l’elaborazione dei dati è avvenuta nel periodo dicembre 2018-gennaio 2019.