Monthly Archives: marzo 2020

coronavirus, la scusa dei pseudoscienziati per continuare gli esperimenti sugli animali

Gli pseudo scienziati non si arrendono, non hanno capito nulla da questa nuova pandemia che sta attanagliando tutti gli esseri umani di tutto il pianeta. Gli animali devono essere lasciati in pace.

Adesso vogliono ricominciare o meglio continuare a torturare gli animali per testare nuovi vaccini. Ma come fate a non capire che un virus che attacca l’uomo non può essere testato sugli animali? Questa loro follia non è scienza ma solo morbosità, non avendo soluzioni si attaccano a metodi inutili per cercare di giustificare i soldi che utilizzano senza meritarli.

Da i loro articoli si evince che il vaccino potrebbe essere disponibile ad ottobre ma cosa ce ne facciamo ad ottobre se il picco dei contagi sarà ad aprile?

Noi chiediamo al Ministero della Salute di sospendere qualsiasi esperimento sugli animali se no torneremo in piazza anche con la quarantena.

#nonanomemio #glianimalinonsitoccano #ministerodellasalute

 

 

 

 

 

 

 

 

Tony Curcio
Presidente AVI

 

 

2019 i vegani sempre più numerosi in Italia

Anche nel 2019 la scelta di vita vegana è in continua crescita tra gli italiani.

Secondo i dati Eurispes 2019 Il 5,4% degli italiani è vegetariano, in calo rispetto al 2018 dello 0,8% mentre l’1,9% è vegano (+1% rispetto al 2018). variazione che potrebbe essere spiegate nella scelta di abbandonare la scelta vegatariana e passare a quella vegana. Nel complesso, vegetariani e vegani rappresentano il 7,3% del campione, confermando un dato pressoché stabile rilevato negli ultimi sei anni (+0,2% rispetto al 2018, -0,3% rispetto al 2017, -0,7% rispetto al 2016, +1,4% rispetto al 2015, +0,2% rispetto al 2014). Per un quarto di coloro che hanno scelto una dieta vegetariana o vegana (25,1%), essa rappresenta uno stile di vita; 3 su 10 ritengono abbia benefici sulla salute. Suddividendo il campione in base al genere, emergono risultati interessanti. In prevalenza sono le donne ad essere vegane 2,8% mentre gli uomini vegani 1,1%. Ad essere vegani sono, in percentuale rilevante, sono coloro tra i 18-24 anni 3% mentre tra i 25-34 anni 1,8, tra i 35 anni ed i 44 anni 2,2, tra i 45-64 anni si dichiarano vegani 1,1% mentre  negli over 64 il 2,5 % che non erano presenti nel 2018. I vegani sono in percentuale più elevata nel nord ovest 3,1%, nord est 2,3% centro 1,6% sud 0,8% ed isole 1,6%.

Sceglier di praticare una dieta vegana, oltre alle argomentazioni di stampo ambientalista e animalista, rappresenta oggi una vera e propria filosofia di vita. Infatti, a rispondere in questa maniera è il 24,1 del campione, tra quelli che hanno scelto di abbandonare la dieta onnivora, trend in aumento di 10 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Il 30,1% lo ha fatto per gli effetti benefici e prendersi cura della propria salute mentre il 3,6% per tutelare l’ambiente.

Secondo Eurispes per area politica abbiamo lo 0,8% di sinistra, 1,0% centro sinistra, lo 0 di centro, il 5,9% di centro destra, il 2,2% di destra e il 2,8 del movimento 5 stelle mentre lo 0,8 non si sente politicamente rappresentato.

Il mondo del veganismo comincia a farsi spazio nel mondo, il settimanale inglese The Economist ha voluto dedicare un atricolo nel numero “The world in 2019”, John Parker, autore del pezzo sostiene che il veganiismo diventerà mainstream nel corso degli anni e si affermerà definitivamente in quanto regime alimentare.

In Italia sono state presentate alla Camera e al Senato due proposte di legge per garantire diete vegane nelle mense e nei luoghi di ristoro pubblici e privati.

In Europa nel 2018 è partita una raccolta di firme, con l’obiettivo di avviare all’interno della Commissione Europea la discussione circa l’etichettatura obbligatoria degli alimenti come vegetariani e vegani. Infatti molti consumatori, circa 30 milioni di cittadini su tutto il territorio europeo, lamentano la difficoltà di individuare ed acquistare alimenti adeguati alla loro dieta.

tony

primi effetti positivi del coronavirus: si fermano le corride

Se il coronavirus sta avendo un impatto grave sulla salute delle persone e sulla sanità mondiale , arrivano anche gli effetti surreali e diremo positivi di questa epidemia, finalmente dopo anni di lotte per fermare le corride il piccolo virus riesce dove tanti hanno fallito. Sono bloccate le manifestazioni a Castellón, Valencia e Arles, oltre che i festeggiamenti con le corride a Madrid e a Morón de la Frontera, sospese anche le fiere di Fallas e de La Magdalena, così come restano chiuse anche le porte nell’arena di Las Ventas. Finalmente i Tori potranno relativamente vivere senza dover essere sacrificati nelle arene per la follia umana. “L’industria del toro ne soffrirà seriamente. Perdono i toreri, ma anche gli allevatori, gli imprenditori e le migliaia di salariati che lavorano nel settore” – ha detto un organizzatore a El Pais – “l’assicurazione copre le sospensioni per la pioggia, ma non per le epidemie, e non sono pochi gli imprenditori che hanno già investito nelle loro fiere.” 

La Fundación del Toro de Lidia (FTL) che ha richiesto un incontro urgente tramite lettera, al Ministro della Cultura, José Manuel Rodríguez per chiedere un immediato piano di emergenza e sostegni economici per il comparto corrida ma speriamo che il Ministro dia precedenza alla sanità che dovrà investire tempo e denaro per combattere il virus e salvare molte vite.

Noi non nascondiamo che rimarremo in attesa del fallimento di questi sfruttatori ed assassini e che possa essere la tanto attesa inizio della fine delle corride e che possa essere messa la parola fine all’allevamento di tori per questa crudele tradizione, soldi che potrebbero essere dirottati altrove ad esempio nella sanità che di sicuro , come abbiamo visto in Italia ne avrà certamente bisogno da qui a poco.

Inoltre sarebbe questa l’occasione buona per mettere fine ad un “mestiere” che vive di crudeltà e sfruttamento.