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Palitana, in India la prima città vegana

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E’ un vero cambiamento storico quello che è avvenuto a Palitana , uno degli insediamenti più antichi dell’India, che è diventata la primacittà vegana al mondo. Palitana è situata a Gujarat, lo Stato indiano con maggior presenza jainista, una religione istituita da Mahavira nel VI sec. a.C.

Il Giainismo, una religione basata sulla nonviolenza

Il Jainismo (o Giainismo), una religione antichissina inizialmente documentata come una fede a sé stante, ha una particolarità specifica che si basa, come abbiamo detto, sugli insegnamenti di Mahavira (559 – 527 A.C.), asceta di nobile estrazione, che indicò la via alla perfezione umana sulla base della nonviolenza.

Circa 5 milioni di persone in India praticano lo Jainismo e, rifiutandosi di uccidere gli animali della zona, hanno chiesto a gran voce una conferma legislativa alle loro abitudini.

Il cambiamento rivoluzionario è avvenuto con l’aiuto essenziale dei monaci Jain, che hanno iniziato uno sciopero della fame per fare pressione allo stato del Gujarat. Il loro intento era quello di vietare la macellazione degli animali nella loro città.

Lo sciopero della fame ha avuto un successo senza precedenti tanto che il governo non ha solo vietato le macellazioni, ma ha anche messo al bando la vendita di carne e uova.

Lo sciopero della fame ha indotto il Governo a cambiare idea

Virat Sagar Maharaj, un monaco Jain, sostiene che “Tutti in questo mondo – che siano animali, esseri umani o creature molto piccole – hanno il diritto di vivere, diritto che gli è stato attribuito direttamente da Dio”.
A seguito di questa decisione però, il 25% della popolazione di Palitana, circa 65.000 persone di fede musulmana, si è sentita lesa nel loro diritto di consumare carne. Ma questo non è stato sufficiente per cambiare la legge ormai approvata.

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il falso mito della vitamina b12

vitaminab12

 

 

 

 

 

 

 

SFATIAMO il MITO della VITAMINA B12

La vitamina B12 non è assolutamente tipica del mondo animale,
ma, proprio del tutto al contrario,
E’ TIPICA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE
DEL MONDO VEGETALE Innanzi tutto occorre precisare un dato scientifico assolutamente fondamentale, su cui, spesso, si fa molta confusione:
la vitamina B12 non è assolutamente tipica del mondo animale,
ma, proprio del tutto al contrario, è tipica solo ed esclusivamente del mondo vegetale.

NESSUNA SPECIE ANIMALE E’ BIOCHIMICAMENTE
MINIMAMENTE IN GRADO DI PRODURRE LA VITAMINA B12.
SU QUESTO PIANETA CI SONO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE
3 TIPI DI ORGANISMI IN GRADO DI PRODURRE LA VITAMINA B12:
BATTERI, PROTOZOI E FUNGHI (microscopici).
Le tipologie batteriche, di protozoo e micotiche (di fungo),
in grado di produrre la vitamina B12, PREDILIGONO, PER VIVERE, UN SUBSTRATO CELLULOSICO MOLTO PARTICOLARE,
QUELLO DELLA BUCCIA DEI FRUTTI DELLE SPERMATOFITE ANGIOSPERME DICOTILEDONI A FRUTTOPOLPOSO.
QUINDI LA QUANTITA’ MAGGIORE IN ASSOLUTO,
A LIVELLO MONDIALE, DI VITAMINA B12
(ED ADDIRITTURA LA PIU’ BIODISPONIBILE
E PERFETTA PER LA SPECIE UMANA)
SI TROVA PROPRIO SULLA SUPERFICIE ESTERNA
DELLA BUCCIA DELLA FRUTTA (dalla mela in poi).
Una quantità minore di questi microrganismi, a livello mondiale,
si trova sulla superficie delle foglie, in sospensione atmosferica,
compresa l’aria che respiriamo, e nello strato superficiale del terreno.
Quindi, ad esempio, se una mucca contiene la vitamina B12, ciò non è
assolutamente dovuto al fatto che essa è tipica del mondo animale,
ma, del tutto al contrario, ciò è dovuto solo ed esclusivamente al fatto che la mucca mangia l’erba, e, proprio sulla superficie dell’erba che mangia,
trova la sua vitamina B12, esattamente per il predetto motivo che la vitamina B12 è tipica solo ed esclusivamente del mondo vegetale
(gli stessi batteri produttori di B12 che vivono nel suo apparato digerente,
derivano sempre unicamente dall’erba che mangia).
Ma la specie umana (e gli altri primati fruttivori)
ha una fonte di approvvigionamento di vitamina B12
proprio di moltissimo migliore addirittura rispetto alla mucca stessa,
esattamente la BUCCIA della FRUTTA, che, come dicevamo,
è precisamente il substrato biochimico che, in natura,
è persino il più ricco in assoluto di vitamina B12.
In particolare, se si osserva al microscopio elettronico
la superficie della buccia di una mela, si noterà che è costituita da un microecosistema ipercomplesso in cui sono presenti addirittura miliardi di microoganismi produttori di vitamina B12, che preferiscono infilarsi nei pori e canali più stretti della struttura portante stessa della buccia della mela, fino addirittura nella parte più profonda di essa.

Anche per questo motivo non si deve assolutamente mai lavare,
strofinare, o cose simili, una mela (o altro frutto consumabile con la buccia), per non diminuire drasticamente la quantità di vitamina B12 presente sulla sua buccia stessa (basta comprarle almeno biodinamiche, o, come minimo, biologiche, se ancora non si vive in un ecovillaggio, in cui ce le si autoproduce).
La mela, inoltre, è non solo l’unico frutto al mondo, ma l’unico cibo al mondo, che possiede il team perfetto di minerali ed altre vitamine sinergiche che consentono il corretto assorbimento ed assimilazione della vitamina B12 all’interno della fisiologia umana,
cosa che contribuisce alla massima biodisponibilità (per la specie umana)
esistente in natura della vitamina B12, specialmente di quella presente sulla mela stessa.
Quindi, il melariano ha una quantità di vitamina B12 in abbondanza enorme
rispetto al suo quasi nullo fabbisogno di questa vitamina dovuto anche proprio al minimo assoluto di catalizzazione
biochimica B12 necessaria nel melarismo, ed alla totalmente nulla usura
vitaminica indotta, presente sempre esclusivamente nel melarismo stesso).

The New England Journal of Medecine

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MERANO, CAVALLO SI FA MALE DOPO UN SALTO: UCCISO ALL’IPPODROMO

merano20120930

Mercoledì, 03 Ottobre 2012
CON LA ZAMPA ROTTA, ERRANTE TENTA DI CONTINUARE

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MERANO, CAVALLO SI FA MALE DOPO UN SALTO: UCCISO ALL’IPPODROMO
Ancora nel mirino l’ippodromo di Merano. Domenica scorsa, durante il Gran Criterium d’autunno, un cavallo è stato vittima di una rovinosa caduta dopo la quale è stato soppresso. Lo ricorda l’Italian Horse protection association.
Le immagini sono preoccupanti: Errante, di soli tre anni, cade rovinosamente durante il salto di una siepe. Ha una gamba rotta (e forse altri traumi) ma si rialza e tenta di camminare con la gamba penzoloni. Di lì a poco verrà soppresso dal veterinario.
L’associazione italiana a protezione dei cavalli denuncia: “Anche Errante – come Catbar, Nobel, Mister Red Shine e chissà quanti altri – lascia la sua giovane vita in un ippodromo nel più assoluto silenzio generale: non una parola da parte delle associazioni ippiche, preoccupate solo a litigare tra di loro ed a chiedere soldi al Governo nel tentativo di rilanciare il settore, né da parte degli addetti ai lavori. Altri quattro cavalli sono caduti in una successiva gara, il Gran Premio Merano Forst. Non ne conosciamo le condizioni di salute”. “L’Ihp è contraria all’utilizzo di cavalli nell’ippica e negli sport equestri, ma nell’immediato – si legge ancora nella nota – chiediamo al ministero dell’Agricoltura di intervenire e di imporre delle regole per fermare questo scempio, dettato dalla scarsa professionalità di allevatori e allenatori che spesso mandano in pista, a correre gare di salto, cavalli che fino al giorno prima correvano in piano con deludenti risultati. Cavalli, quindi, non preparati ad affrontare siepi ed ostacoli”.

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