organi statutari

logo

Articolo  3 – Soci

 

Possono far parte dell’associazione, in qualità di associati che, condividendo le finalità e lo spirito di solidarietà dell’ente, ne facciano richiesta e siano dotati di una irreprensibile condotta morale e civile.

Nessun motivo legato a distinzioni di etnia, sesso, religione possesso di cittadinanza italiana o straniera può essere posto a base del diniego di adesione all’associazione.

L’adesione all’Associazione è da considerarsi sempre a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.

I soci sono tutti coloro che, condividendo i fini associativi, hanno presentato domanda di associazione. La domanda dovrà essere accettata dal Consiglio Direttivo entro 30 (trenta) giorni dalla presentazione. Il giudizio negativo del Consiglio Direttivo deve sempre essere motivato e contro tale decisione è ammesso appello all’assemblea generale.

Gli associati hanno l’obbligo di rispettare e di far rispettare le norme dello statuto e degli eventuali regolamenti.

Ogni socio ha il diritto di voto alle assemblee e di partecipare alle attività dell’Associazione tra cui in particolare il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.

La qualità di volontario  è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.

 

Articolo 4 – Decadenza degli associati

Gli associati cessano di appartenere all’associazione nei seguenti casi:

  1. dimissione volontaria in forma scritta, avente efficacia dal momento della comunicazione della stessa al Consiglio Direttivo;
  2. morosità protrattasi per oltre due mesi dalla scadenza del versamento richiesto della quota associativa;
  3. esclusione deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio direttivo, pronunciata contro il socio che commette azioni ritenute disonorevoli entro e fuori dell’associazione, o che, con la sua condotta, costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio essendosi reso colpevole di atti di indisciplina o di comportamenti scorretti ripetuti costituenti violazione di norme statutarie o regolamentari, o che senza adeguata ragione si metta in condizione di inattività prolungata;
  4. morte;
  5. scioglimento dell’associazione ai sensi dell’art. 22 (ventiquattro) del presente statuto.

Non è in ogni caso ammesso il rimborso delle quote associative, dei contributi e delle erogazioni a fondo perduto effettuate dagli associati.

Il provvedimento di esclusione di cui alla precedente lettera c), assunto dal consiglio direttivo deve essere ratificato dall’assemblea ordinaria. Nel corso di tale assemblea, alla quale deve essere convocato l’associato interessato, si procederà in contraddittorio con l’interessato a una disamina degli addebiti. In caso di assenza ingiustificata dell’interessato regolarmente convocato, l’Assemblea potrà ugualmente procedere alla ratifica del provvedimento di esclusione. Il provvedimento di esclusione rimane sospeso fino alla data di svolgimento dell’assemblea.

I soci comunque decaduti non possono richiedere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’associazione stessa.

Contro ogni provvedimento di espulsione è ammesso il ricorso al Consiglio Direttivo entro trenta giorni.

L’associato escluso non può essere riammesso.

 

Articolo 5 – Organi

Gli organi sociali sono:

  1. a) l’assemblea generale degli associati;
  2. b) il consiglio direttivo.
  3. c) il presidente;
  4. d) qualora l’Assemblea lo ritenga opportuno, il Collegio dei Revisori dei Conti.

 

Articolo 6 – Funzionamento dell’assemblea

L’assemblea generale degli associati è il massimo organo deliberativo dell’associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie. Quando è regolarmente convocata e costituita rappresenta l’universalità degli aderenti e le deliberazioni da essa legittimamente adottate obbligano tutti gli associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.

La convocazione dell’assemblea sia ordinaria che straordinaria potrà essere richiesta al consiglio direttivo da almeno un decimo degli associati in regola con il pagamento delle quote associative all’atto della richiesta, i quali ne propongono l’ordine del giorno. In tali casi la convocazione è atto dovuto da parte del consiglio direttivo.

La convocazione dell’assemblea straordinaria potrà essere richiesta anche dalla metà più uno dei componenti il consiglio direttivo.

L’assemblea dovrà essere convocata presso la sede dell’associazione o, comunque, in luogo idoneo a garantire la massima partecipazione degli associati.

Le assemblee sono presiedute dal presidente del consiglio direttivo o, in caso di sua assenza o impedimento, da una delle persone legittimamente intervenute all’assemblea ed eletta dalla maggioranza dei presenti. L’assemblea nomina un segretario e, se necessario, due scrutatori.

Nella assemblea con funzione elettiva in ordine alla designazione delle cariche sociali, è fatto divieto di nominare tra i soggetti con funzioni di scrutatori i candidati alle medesime cariche.

L’assistenza del segretario non è necessaria quando il verbale dell’assemblea sia redatto da un notaio.

Il presidente dirige e regola le discussioni, constata la regolarità delle deleghe ed il diritto di intervento e di voto, stabilisce le modalità e l’ordine delle votazioni.

Di ogni assemblea si dovrà redigere, nell’apposito libro, verbale firmato dal presidente della stessa, dal segretario e, se nominati, dai due scrutatori.

Copia dello stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal consiglio direttivo a garantirne la massima diffusione.

 

Articolo 7 – Diritti di partecipazione

Potranno prendere parte alle assemblee ordinarie e straordinarie dell’associazione i soli associati iscritti nel libro degli associati, in regola con il versamento della quota annua e non soggetti a provvedimenti disciplinari in corso di esecuzione.

Ogni associato ha diritto ad un voto.

Il Consiglio direttivo delibererà l’elenco degli associati aventi diritto di voto. Contro tale decisione è ammesso appello all’assemblea da presentarsi prima dello svolgimento della stessa.

Salvo il caso previsto dal’art.22 ( scioglimento), ogni associato può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di altri due associati.

 

Articolo 8 – Assemblea ordinaria

La convocazione dell’assemblea ordinaria avverrà almeno otto giorni prima dell’adunanza mediante affissione di avviso nella sede dell’associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria, elettronica, sms, fax o telegramma.

Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza, sia in prima che in seconda convocazione, e l’elenco delle materie da trattare.

In mancanza di formale convocazione l’assemblea si reputa regolarmente costituita quando ad essa partecipano in proprio o per deleghe tutti gli associati e tutti i componenti dell’organo amministrativo sono presenti o informati e nessuno si oppone alla trattazione dell’argomento.

L’assemblea ordinaria deve essere indetta a cura del consiglio direttivo e convocata dal presidente, almeno una volta all’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio consuntivo e per l’esame del bilancio preventivo.

Spetta all’assemblea ordinaria:

  1. a) deliberare sugli indirizzi e sulle direttive generali dell’associazione nonché in merito all’approvazione dei regolamenti sociali;
  2. b) nominare gli organi direttivi dell’associazione;
  3. c) deliberare su tutti gli argomenti attinenti alla vita ed ai rapporti dell’associazione che non rientrino nella competenza dell’assemblea straordinaria e che siano legittimamente sottoposti al suo esame ai sensi del precedente art.6 (sei), comma 2 (due), tra i quali a titolo meramente esemplificativo l’approvazione o la modifica dell’importo e del termine ultimo per il versamento delle quote associative.

 

Articolo 9 – Assemblea straordinaria

L’assemblea straordinaria deve essere convocata dal consiglio direttivo almeno quindici giorni prima dell’adunanza mediante affissione d’avviso nella sede dell’associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria, elettronica, sms, fax o telegramma.

Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza, sia in prima che in seconda convocazione, e l’elenco delle materie da trattare.

In mancanza di formale convocazione l’assemblea si reputa regolarmente costituita quando ad essa partecipano in proprio o per delega tutti gli associati e tutti i componenti dell’organo amministrativo sono presenti o informati e nessuno si oppone alla trattazione dell’argomento.

L’assemblea straordinaria delibera sulle seguenti materie:

  1. a) approvazione e modificazione dello statuto sociale;
  2. b) atti e contratti relativi a diritti reali immobiliari;
  3. c) scioglimento dell’associazione e modalità di liquidazione.

 

Articolo 10 – Validità assembleare

L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza assoluta degli associati aventi diritto di voto e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

L’assemblea straordinaria sia in prima che in seconda convocazione è validamente costituita, salvo quanto infra stabilito, quando sono presenti due terzi degli associati aventi diritto di voto e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

In seconda convocazione l’assemblea ordinaria sarà validamente costituita qualunque sia il numero degli associati intervenuti e delibera con il voto favorevole dei presenti.

L’assemblea in seconda convocazione non può tenersi lo stesso giorno dell’assemblea di prima convocazione. In ogni caso per la modifica dell’atto costitutivo e dello statuto occorre la presenza di almeno i tre quarti degli associati ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Ai sensi dell’articolo 21 del Codice Civile per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.

Ogni socio ha diritto ad un voto.

Il voto può essere palese o segreto a scelta del Consiglio Direttivo o su richiesta di un decimo degli associati.

Nelle delibere che riguardano la loro responsabilità, i componenti del Consiglio Direttivo non hanno diritto di voto.

 

Articolo 11 – Consiglio direttivo

Salvo per i primi componenti nominati direttamente in sede di atto costitutivo, il consiglio direttivo è composto da un numero variabile da tre ad undici componenti, determinato, di volta in volta, dall’assemblea dei soci, ed eletti, compreso il presidente, dall’assemblea stessa.

Il consiglio direttivo nel proprio ambito nomina il vicepresidente ed il segretario con funzioni di tesoriere.

In caso di parità prevarrà il voto del presidente.

Il consiglio direttivo rimane in carica quattro anni ed i suoi componenti sono rieleggibili.

Possono ricoprire cariche sociali i soli associati in regola con il pagamento delle quote associative che non si trovino in uno dei casi di incompatibilità previsti dalla legge o dalle norme e dai regolamenti.

I componenti del Consiglio Direttivo non ricevono alcun emolumento o remunerazione, ma solamente il rimborso delle spese sostenute in relazione alla loro carica, previamente autorizzate dal Consiglio stesso.

Il consiglio direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Le votazioni sono palesi.

In caso di parità prevarrà il voto del presidente.

Le deliberazioni del consiglio, per la loro validità, devono risultare da un verbale, trascritto nell’apposito libro, sottoscritto da chi ha presieduto la riunione e dal segretario.

Lo stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal consiglio direttivo atte a garantirne la massima diffusione.

 

Articolo 12 – Dimissioni

Nel caso che per qualsiasi ragione, durante il corso dell’esercizio venissero a mancare uno o più consiglieri che non superino la metà del consiglio, i rimanenti provvederanno alla integrazione del consiglio con il subentro del primo candidato in ordine di votazioni alla carica di consigliere non eletto, a condizione che abbia riportato almeno la metà delle votazioni conseguite dall’ultimo consigliere effettivamente eletto.

Ove non vi siano candidati che abbiano tali caratteristiche, il consiglio proseguirà carente dei suoi componenti fino alla prima assemblea utile dove si procederà alle votazioni per surrogare i mancanti che resteranno in carica fino alla scadenza dei consiglieri sostituiti.

Nel caso di dimissioni o impedimento del presidente del consiglio direttivo a svolgere i suoi compiti, le relative funzioni saranno svolte dal vice-presidente fino alla nomina del nuovo presidente che dovrà aver luogo alla prima assemblea utile successiva.

Il consiglio direttivo dovrà considerarsi decaduto e non più in carica qualora per dimissioni o per qualsiasi altra causa venga a perdere la maggioranza dei suoi componenti. Al verificarsi di tale evento dovrà essere convocata immediatamente e senza ritardo l’assemblea ordinaria per la nomina del nuovo consiglio direttivo. Fino alla sua nuova costituzione e limitatamente agli affari urgenti e alla gestione dell’amministrazione ordinaria dell’associazione, le funzioni saranno svolte dal consiglio direttivo decaduto.

 

Articolo 13 – Convocazione direttivo

Il consiglio direttivo si riunisce ogni qualvolta il presidente lo ritenga necessario, oppure se ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei consiglieri, senza formalità.

Il Consiglio Direttivo può essere convocato anche dal Collegio dei Revisori dei Conti, se nominato dall’Assemblea.

 

Articolo 14 – Compiti del consiglio direttivo

Il consiglio direttivo:

  1. a) cura la gestione ordinaria e straordinaria, nonché l’attuazione delle finalità previste dallo statuto e delle decisioni dell’assemblea degli associati.
  2. b) delibera sulle domande di ammissione degli associati;
  3. c) redige il bilancio preventivo e quello consuntivo da sottoporre all’assemblea;
  4. d) fissa le date delle assemblee ordinarie degli associati da indire almeno una volta all’anno e convoca l’assemblea straordinaria nel rispetto dei quorum di cui all’art. 8 (otto), comma 2 (due); e) redige gli eventuali regolamenti interni relativi all’attività sociale da sottoporre all’approvazione dell’assemblea degli associati;
  5. f) adotta i provvedimenti di esclusione degli associati, qualora si dovessero rendere necessari;
  6. g) assume e licenzia eventuali prestatori di lavoro, fissandone mansioni, qualifiche e retribuzioni;
  7. h) accerta la decadenza degli associati per morosità;
  8. i) conferisce procure speciali.

 

Articolo 15 – Il Presidente

Il presidente dirige l’associazione e ne controlla il funzionamento nel rispetto dell’autonomia degli altri organi sociali; ne è il legale rappresentante in ogni evenienza ed ha quindi l’uso della firma sociale.

Il presidente è eletto dall’Assemblea tra i componenti del Consiglio Direttivo.

 

Articolo 16 – Il Vicepresidente

Il vicepresidente sostituisce il presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo ed in quelle mansioni nelle quali venga espressamente delegato.

 

Articolo 17 – Il Segretario

Il segretario dà esecuzioni alle deliberazioni del presidente e del consiglio direttivo, redige i verbali delle riunioni, attende alla corrispondenza e come tesoriere cura l’amministrazione dell’associazione e si incarica della tenuta dei libri contabili nonché delle riscossioni e dei pagamenti da effettuarsi previo mandato del consiglio direttivo.

 

Articolo 18 – Il rendiconto

Il consiglio direttivo redige il bilancio dell’associazione, sia preventivo che consuntivo da sottoporre all’approvazione assembleare.

Il bilancio consuntivo deve informare circa la complessiva situazione economico-finanziaria dell’associazione, e da esso devono risultare i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale ed economico-finanziaria della associazione, nel rispetto del principio della trasparenza nei confronti degli associati.

Insieme alla convocazione dell’assemblea ordinaria che riporta all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio deve essere messa a disposizione di tutti gli associati copia del bilancio stesso.

 

Articolo 19 – Anno sociale

L’anno sociale e l’esercizio finanziario iniziano l’1 (uno) gennaio e terminano il 31 (trentuno) dicembre di ciascun anno.

 

Articolo 20 – Il Collegio dei Revisori dei Conti

Il Collegio dei Revisori dei Conti è organo facoltativo che può essere nominato dall’Assemblea. Restano comunque salvi i casi di obbligatorietà del Collegio dei Revisori dei Conti previsti dalla legge.

Qualora sia nominato è organo di controllo amministrativo finanziario.

E’ formato da tre membri effettivi e due supplenti nominati dall’Assemblea tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’associazione.

Il collegio rimane in carica per lo stesso tempo del Consiglio Direttivo. Il collegio, almeno trimestralmente, verifica la regolare tenuta delle scritture contabili e lo stato di cassa dell’associazione. Verifica il bilancio consuntivo e preventivo e presenta all’Assemblea una relazione scritta relativamente agli stessi. Delle proprie riunioni il Collegio dei Revisori redige verbale da trascriversi in apposito libro.

 

Articolo 21 – Patrimonio ed entrate

Il patrimonio dell’associazione è formato dai contributi versati dagli associati all’atto della costituzione o della successiva adesione, dai beni mobili ed immobili che l’Associazione possiede e da quanto potrà possedere in avvenire, nonché da eventuali fondi di riserva costituiti con eventuali eccedenze di bilancio, e da eventuali elargizioni, donazioni e lasciti di associati e di terzi.

 

Le entrate sono costituite da:

  1. a) quote associative annue o periodiche degli associati;
  2. b) contributi ordinari o straordinari degli associati;
  3. c) eventuali contributi di enti pubblici o di qualsiasi altro genere;
  4. d) eventuali rimborsi derivanti da convenzioni;
  5. e) eventuali introiti da attività marginali commerciali o da attività connesse, quali il ricavato dall’organizzazione di eventi, manifestazioni, corsi e seminari, o il ricavato di raccolte pubbliche di fondi realizzate anche mediante l’offerta di beni di modico valore.

 

Articolo 22 – Scioglimento

Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea generale dei soci, convocata in seduta straordinaria e validamente costituita con la presenza di almeno i tre quarti degli associati aventi diritto di voto, con l’approvazione, sia in prima che in seconda convocazione, di almeno i tre quarti degli associati esprimenti il solo voto personale, con esclusione delle deleghe.

Così pure la richiesta dell’assemblea generale straordinaria da parte degli associati avente per oggetto lo scioglimento dell’associazione deve essere presentata da almeno i tre quarti degli associati con diritto di voto, con l’esclusione delle deleghe.

L’assemblea, all’atto di scioglimento dell’associazione, nomina uno o più liquidatori, scelti preferibilmente tra gli associati, ne fissa i poteri, e delibera in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo del patrimonio dell’associazione.

La destinazione del patrimonio residuo avverrà obbligatoriamente a favore di altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, co.190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.

 

Articolo 25 – Amici ed amici benemeriti

Sono Amici dell’associazione coloro che, non potendo o non volendo partecipare alla vita dell’Associazione, versano una donazione quale contributo volontario per il suo sostentamento.

Possono essere persone fisiche, società o Enti che aderiscono alle finalità ed agli scopi della Associazione.

Se invitati, possono partecipare alle assemblee degli associati senza diritto di voto.

Sono Amici Benemeriti dell’associazione coloro i quali apportano all’ente benefici morali e/o materiali.

Vengono nominati dal Consiglio Direttivo.

Se invitati possono partecipare alle assemblee degli associati senza diritto di voto.

La categoria degli amici e quella degli amici benemeriti è meramente descrittiva non riconoscendo agli stessi diritti, né imponendo ai medesimi obblighi, indi per cui gli amici e gli amici benemeriti non possono essere definiti associati.

 

Articolo 26 – Norma di rinvio

Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto si applicano le disposizioni del Codice Civile e delle leggi vigenti in materia.