statuto

 

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Art 1 – Denominazione – Sede – Durata 

Art 2 – Scopi e Finalità

Art 3 – Soci 

Art 4 – Amici ed amici benemeriti

Art 5 – Decadenza degli associati.

Art 6 – Organi

Art 7 – Congresso nazionale .

Art 8 – Convocazione del Congresso nazionale .

Art 9 – Deliberazioni del Congresso nazionale

Art 10 – Comitato Nazionale

Art 11 – Consiglio Direttivo Nazionale

Art 12 – Presidente e Vice Presidente .

              Il Presidente 

              Il Vice Presidente

Art 13 – Direttori

Art 14- Collegio di Garanzia

Art 15 – Collegio dei Revisori

Art 16 – Regolamenti

Art 17 – Sedi Locali

Art 18 – Funzionamento dell’assemblea 

Art 19 – Diritti di partecipazione 

Art 20 – Assemblea ordinaria

Art 21 – Assemblea straordinaria

Art 22 – Validità assembleare

Art 23 – Il Consiglio Direttivo della Sede Terr

Art 25 – Convocazione direttivo

Art 26 –  Compiti Consiglio Direttivo Sede Terr

Art 27 – Il Responsabile della sede territoriale

Art 28 – Il Vice Responsabile della Sede Terr

Art 29 – Il Segretario delle Sedi Territoriali

Art 30 – Il Punto di Riferimento……

Art 32 – Il rendiconto …………..

Art 34 – Il Collegio dei Revisori dei Conti

Art 35 – Patrimonio ed entrate

Art 36 – Scioglimento

Art 38 – Norma di rinvio

 

 

STATUTO

Articolo 1 – Denominazione – Sede – Durata

Il giorno 01/07/2015 È costituita ai sensi della Legge 266/91 e della Legge R 38/94 e successive modifiche l’Associazione ONLUS denominata “Associazione Vegani Italiani”, L’AVI è una associazione senza fini di lucro, libera ed apartitica e si atterrà ai seguenti principi: assenza del fine di lucro, democraticità della struttura, elettività dei membri del consiglio direttivo, gratuità delle cariche associative ed in breve “AVI”  è disciplinata dal presente statuto ed agisce nell’ambito del d.lgs. 4 dicembre 1997 n.460, nonché delle leggi statali e regionali in materia e dei principi generali dell’ordinamento giuridico. E’ in facoltà dell’associazione adottare un regolamento, da approvarsi dall’Assemblea, al fine di disciplinare, nel rispetto dello statuto, ulteriori aspetti relativi all’organizzazione ed alle attività.

con sede nel comune di Varallo in via al lavatoio 4/c, eventuali modifiche di sede all’interno del medesimo comune non prevedono modifica statutaria.

L’AVI ha durata illimitata.

Articolo 2 – Scopi e Finalità

L’Associazione, ha per scopo la diffusione del Veganismo e dei suoi principi etici, scientifici e culturali, una scelta etica che non prevede nessun tipo di sfruttamento di esseri viventi e senzienti e dell’abolizione di fenomeni tribali e ingiustificabili come la caccia, la guerra, la sperimentazione su animali, la rappresentazione di spettacoli con sfruttamento animale ed ogni usanza o comportamento che comporti la violenza, lo sfruttamento o l’umiliazione di ogni animale umano o non umano,  persegue unicamente finalità di solidarietà sociale nell’ambito della tutela e della valorizzazione della natura e dell’ambiente in ambito nazionale ed internazionale  .

L’Associazione intende perseguire il suo scopo statutario avvalendosi di tutti i mezzi opportuni ed in particolare:

  • la ricerca di informazioni e di dati atti a dimostrare l’utilità per l’ambiente, la salute umana e il rispetto degli animali non umani del veganismo;
  • la produzione di materiale cartaceo (volantini, opuscoli, libri, etc) informativo su tutti gli aspetti (culturali, ecologici, etici e salutistici) del veganismo;
  • la diffusione di informazione tramite i mezzi informatici (p.e.internet) o ogni altro mezzo di comunicazione utile;
  • istituire e coordinare le sedi, i centri, i corsi e le attività degli associati;
  • svolgere corsi di formazione professionale ed eventi culturali nazionali ed internazionali sia sul territorio che sul web;
  • svolgere azioni sul territorio per contrastare lo sfruttamento, la sofferenza e l’uccisione degli animali negli zoo, circhi, acquari, macelli e punti vendita di prodotti animali, fiere con animali tutto mediante sit-in, manifestazioni, marce ed azioni di disturbo contro la caccia;
  • L’AVI potrà organizzare eventi sportivi e culturali e attività benefiche con scopo di raccolta fondi per promuovere la diffusione del Veganismo e dei suoi principi etici.

E’ fatto divieto agli organi amministrativi dell’Associazione di svolgere o far svolgere attività con scopi diversi da quelli sopra indicati, ad eccezione di quelle ad essi direttamente connesse o di quelle accessorie e comunque con l’esclusivo perseguimento della finalità di solidarietà sociale.

L’AVI potrà cooperare con, o aderire, ad altre Associazioni di cui riconosce e condivide finalità, progetti e programmi operativi.

 

Articolo  3 – Soci

 

  1. Possono far parte dell’associazione, in qualità di associati che, condividendo le finalità e lo spirito di solidarietà dell’ente, ne facciano richiesta e siano dotati di una irreprensibile condotta morale e civile.
  2. Nessun motivo legato a distinzioni di etnia, sesso, religione possesso di cittadinanza italiana o straniera può essere posto a base del diniego di adesione all’associazione.
  3. L’adesione all’Associazione è da considerarsi sempre a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
  4. I soci sono tutti coloro che, condividendo i fini associativi, hanno presentato domanda di associazione. La domanda dovrà essere accettata dal Consiglio Direttivo entro 30 (trenta) giorni dalla presentazione. Il giudizio negativo del Consiglio Direttivo deve sempre essere motivato e contro tale decisione è ammesso appello all’assemblea generale.
  5. Gli associati hanno l’obbligo di rispettare e di far rispettare le norme dello statuto e degli eventuali regolamenti.
  6. Ogni socio ha il diritto di voto alle assemblee e di partecipare alle attività dell’Associazione tra cui in particolare il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.
  7. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.

 

Articolo 4 – Amici ed amici benemeriti

  1. Sono Amici dell’associazione coloro che, non potendo o non volendo partecipare alla vita dell’Associazione, versano una donazione quale contributo volontario per il suo sostentamento.
  2. Possono essere persone fisiche, società o Enti che aderiscono alle finalità ed agli scopi della Associazione.
  3. Se invitati, possono partecipare alle assemblee degli associati senza diritto di voto.
  4. Sono Amici Benemeriti dell’associazione coloro i quali apportano all’ente benefici morali e/o materiali.
  5. Vengono nominati dal Consiglio Direttivo.
  6. Se invitati possono partecipare alle assemblee degli associati senza diritto di voto.
  7. La categoria degli amici e quella degli amici benemeriti è meramente descrittiva non riconoscendo agli stessi diritti, né imponendo ai medesimi obblighi, indi per cui gli amici e gli amici benemeriti non possono essere definiti associati.

 

Articolo 5 – Decadenza degli associati

  1. Gli associati cessano di appartenere all’associazione nei seguenti casi:
  2. dimissione volontaria in forma scritta, avente efficacia dal momento della comunicazione della stessa al Consiglio Direttivo;
  3. morosità protrattasi per oltre due mesi dalla scadenza del versamento richiesto della quota associativa;
  4. esclusione deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio direttivo, pronunciata contro il socio che commette azioni ritenute disonorevoli entro e fuori dell’associazione, o che, con la sua condotta, costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio essendosi reso colpevole di atti di indisciplina o di comportamenti scorretti ripetuti costituenti violazione di norme statutarie o regolamentari, o che senza adeguata ragione si metta in condizione di inattività prolungata;
  5. morte;
  6. scioglimento dell’associazione ai sensi dell’art. 35 (trentacinque) del presente statuto.
  7. Non è in ogni caso ammesso il rimborso delle quote associative, dei contributi e delle erogazioni a fondo perduto effettuate dagli associati.
  8. Il provvedimento di esclusione di cui alla precedente lettera c), assunto dal consiglio direttivo deve essere ratificato dall’assemblea ordinaria. Nel corso di tale assemblea, alla quale deve essere convocato l’associato interessato, si procederà in contraddittorio con l’interessato a una disamina degli addebiti. In caso di assenza ingiustificata dell’interessato regolarmente convocato, l’Assemblea potrà ugualmente procedere alla ratifica del provvedimento di esclusione. Il provvedimento di esclusione rimane sospeso fino alla data di svolgimento dell’assemblea.
  9. I soci comunque decaduti non possono richiedere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’associazione stessa.
  10. Contro ogni provvedimento di espulsione è ammesso il ricorso al Consiglio Direttivo entro trenta giorni.
  11. L’associato escluso non può essere riammesso.

 

Articolo 6 – Organi

Gli organi sociali dell’associazione sono:

  1. il Congresso nazionale
  2. il Consiglio Direttivo nazionale
  3. il Presidente
  4. il Vicepresidente
  5. il Collegio di Garanzia
  6. il Collegio dei Revisori
  7. il Comitato Nazionale
  8. i Direttori
  9. le Sedi Locali

 

Articolo 7 – Congresso nazionale

Il Congresso nazionale deve essere convocato una volta l’anno, entro il 30 giugno, dal Consiglio Direttivo Nazionale per l’approvazione del Bilancio consuntivo e del Documento di programmazione delle attività e ogni quattro anni anche per il rinnovo delle cariche sociali.

Al Congresso nazionale possono partecipare con diritto di voto i soci in regola con il pagamento della quota associativa, sempre che risultino iscritti da almeno dieci mesi. Il Congresso nazionale deve essere inoltre convocato quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati mediante domanda per iscritto. Sono straordinari i Congressi convocati per modificare lo Statuto.

Il Congresso nazionale:

  1. delibera le modifiche allo Statuto;
  2. approva il Bilancio consuntivo e delibera il Documento di programmazione delle attività dell’anno successivo;
  3. vota la relazione del Presidente;
  4. elegge i membri del Consiglio Direttivo nazionale;
  5. elegge i membri del Collegio di Garanzia;
  6. nomina il Collegio dei Revisori;
  7. delibera sulle mozioni da sottoporre al Consiglio Direttivo nazionale;
  8. delibera lo scioglimento della Associazione.

 

Articolo 8 – Convocazione del Congresso nazionale

La convocazione del Congresso nazionale, sia ordinario che straordinario deve essere fatta mediante comunicazione scritta per posta, con ricevimento almeno quindici giorni prima. La predetta comunicazione deve contenere la menzione dell’ordine del giorno. Nella suddetta comunicazione verrà indicata anche la data dell’eventuale seconda convocazione che può aver luogo nello stesso giorno indicato per la prima.

Articolo 9 – Deliberazioni del Congresso nazionale

Le deliberazioni del Congresso nazionale tanto ordinarie quanto straordinarie, sono prese a maggioranza assoluta di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione, le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice, e sono valide qualunque sia il numero degli intervenuti. Ogni Socio, a qualsiasi categoria appartenga, esclusi i minorenni, ha diritto ad un solo voto. Non è ammesso il voto per delega o per posta cartacea o telematica. Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. Le deliberazioni devono risultare dal verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario del Congresso nazionale stesso.

 

Articolo 10 – Comitato Nazionale

  1. Il Comitato Nazionale è composto dai membri del Consiglio Direttivo, da un rappresentante per ogni Sede territoriale e Punti di Riferimento.
  2. Alle riunioni partecipano i membri del Collegio di Garanzia, i Direttori ed i responsabili nazionali di settore.
  3. Il Comitato Nazionale ha funzioni consultive con compiti di proposizione, indirizzo e verifica sulle attività e campagne locali e nazionali dell’associazione.
  4. Le sue deliberazioni non hanno carattere vincolante per gli altri organi dell’Associazione.
  5. Si riunisce almeno due volte l’anno in concomitanza con le riunioni del Consiglio Direttivo, su convocazione del Presidente, in sessioni tematiche.
  6. Il Comitato Nazionale predispone una sessione di approfondimento, discussione e proposta a cura delle Sedi Locali e svolge azione di formazione e approfondimento attraverso sessioni tematiche.

 

Articolo 11 – Consiglio Direttivo Nazionale

  1. Detto organo è composto da tre a cinque membri ed é eletto ogni quattro anni dal Congresso nazionale dei Soci.
  2. Ogni sua riunione viene presieduta dal Presidente o, in caso di Sua assenza dal Vicepresidente.
  3. Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza di voti.
  4. I componenti devono essere soci con diritto di voto e iscritti all’associazione da almeno quattro anni , durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
  5. Le riunioni sono valide quando vi intervengono almeno tre membri.
  6. In caso di decisioni che comportino una situazione di potenziale conflitto d’interesse per uno o più membri del Consiglio Direttivo, interviene di diritto il Collegio di Garanzia con parere scritto consultivo
  7. La carica di Consigliere Direttivo non dà diritto a compenso, salvo il rimborso di spese documentate eventualmente sostenute per conto e nell’interesse dell’Associazione.
  8. Se nel corso dell’anno sociale vengono a mancare uno o più Consiglieri, i candidati risultati primi dei non eletti nella votazione per il Consiglio Direttivo subentrano a tutti gli effetti. In mancanza di questi il Consiglio Direttivo procederà a cooptazione tra i soci regolarmente iscritti da almeno quattro anni.
  9. I membri del Consiglio Direttivo Nazionale decadono dalla carica in seguito all’assenza ingiustificata a due riunioni consecutive del Consiglio, su decisione del Consiglio Direttivo Nazionale stesso, sentito il parere del Collegio di Garanzia. Se viene meno la maggioranza dei Consiglieri, quelli rimasti in carica devono convocare il Congresso nazionale entro sessanta giorni, perché proceda all’elezione del nuovo Consiglio.
  10. Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione salvo specifiche deleghe.

2) Il Consiglio Direttivo:

  1. elegge tra i propri membri il Presidente e il Vice Presidente;
  2. elabora ed aggiorna la missione associativa;
  3. propone il programma di attività per l’approvazione del Congresso nazionale affinché sia conforme alle finalità statutarie e al raggiungimento della missione;
  4. riceve, delibera e attua le mozioni approvate dal Congresso nazionale;
  5. nomina uno o più direttori e ne delinea i compiti e i poteri;
  6. determina la politica e i criteri della raccolta fondi e della comunicazione;
  7. controlla che l’amministrazione dell’associazione sia aderente ai principi di buona gestione ed in particolare che il programma di attività risulti finanziabile nei termini del documento di programmazione delle attività, sia commisurato alle entrate; è tenuto a darsi un Regolamento che garantisca l’equilibrio delle risorse finanziarie;
  8. predispone il bilancio consuntivo annuale;
  9. elabora e propone la modifica dei Regolamenti relativi alla gestione dell’associazione, sempre che tali regolamenti non siano incompatibili o in contrasto con lo Statuto;
  10. può costituire Comitati di carattere tecnico-scientifico composti di associati e non, affinché attraverso il loro contributo professionale ed intellettuale l’Associazione possa meglio conseguire i suoi scopi;
  11. stabilisce le categorie dei Soci e le quote sociali;
  12. accetta e destina le donazioni, le eredità, i lasciti e altre sopravvenienze attive;
  13. delibera sugli acquisti e sulle vendite di immobili e di partecipazioni in società, enti, associazioni e federazioni internazionali;
  14. nomina i tre membri del Consiglio Direttivo del Comitato AVI;
  15. stabilisce l’ordine del giorno del Congresso nazionale;
  16. è direttamente responsabile delle assunzioni e dei licenziamenti del personale, dell’avvio e della cessazione delle prestazioni di lavoro autonomo;
  17. controlla l’operato delle Sedi Locali dell’associazione, per quanto riguarda l’aderenza alle finalità statutarie, alla missione e applicazione del programma di attività, la legalità degli atti e la buona amministrazione;
  18. ratifica la Sede territoriale ed il Responsabile della sede territoriale;
  19. ha la facoltà di nominare e revocare i Punti di Riferimento;
  20. provvede a mantenere il libro dei verbali delle proprie riunioni nonché quello dei Congressi nazionali;
  21. può delegare parte dei propri poteri ad uno o più dei suoi componenti, stabilendo i limiti della delega;
  22. svolge un ruolo di rappresentanza ed anche i singoli componenti sono tenuti, su delega del Consiglio stesso o del Presidente, a rappresentare l’AVI nelle occasioni e nei luoghi opportuni.
  23. Alle riunioni del Consiglio Direttivo possono assistere i Responsabili delle Sedi Territoriali e i Punti di Riferimento, salvo specifiche eccezioni previste dal Regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio Direttivo.
  24. I verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo vengono regolarmente inviati alle Sedi Territoriali ed ai Punti di Riferimento che ne fanno richiesta annualmente, tali verbali possono essere consultati da ogni socio che ne faccia richiesta.
  25. Il candidato al Consiglio Direttivo e al Collegio di Garanzia, poiché rappresenta l’Associazione, deve praticare la scelta alimentare vegana e sostenere attivamente tutti gli ideali e le finalità di questa, compreso il veganismo, quale scelta etica e pratica di vita.

 

Articolo 12 – Presidente e Vice Presidente

Sono eletti dal Consiglio direttivo nazionale al proprio interno nel corso della prima riunione utile e durano in carica quattro anni.

  • Il Presidente
  1. convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale, per le quali predispone l’ordine del giorno.
  2. Ha la rappresentanza politica dell’associazione.
  3. Insieme ai responsabili di settore segue la gestione quotidiana delle scelte politiche dell’associazione, garantendo continuità di indirizzo con le linee guida stabilite dal Consiglio Direttivo.

 

  • Il Vice Presidente
  1. si occupa di monitorare il regolare funzionamento della struttura organizzativa e degli uffici dell’associazione.
  2. Segue l’attuazione e la realizzazione dei piani di lavoro stabiliti dal Consiglio Direttivo.
  3. La rappresentanza legale dell’associazione, tanto in giudizio quanto di fronte a terzi, spetta al Presidente e al Vice Presidente disgiuntamente tra loro. In caso di assenza o di impedimento del Presidente i suoi poteri sono esercitati dal Vice Presidente.
  4. La ricezione di atti indirizzati all’associazione può essere effettuata dal Presidente o dal Vicepresidente in maniera disgiunta.
  5. Al Presidente e al Vice Presidente, disgiuntamente viene conferita sia la legittimazione attiva che passiva a stare in giudizio per le questioni a rilevanza nazionale, internazionale e locale.
  6. Hanno legittimazione sia attiva che passiva per ogni atto processuale compresa la costituzione di parte civile e con potere di nominare difensori, anche disgiuntamente, previo assenso del Consiglio Direttivo Nazionale. Presidente e Vice Presidente possono conferire procura ad uno o più soci sia per singoli atti, che per categorie di atti.
  7. Le cariche di Presidente e Vice Presidente non danno diritto a compenso, salvo il rimborso di spese documentate effettuate per conto e nell’interesse dell’associazione.
  8. La revoca può essere deliberata dal Consiglio Direttivo. Elezione e revoca sono deliberate a maggioranza assoluta.

 

Articolo 13 – Direttori

  1. Il Consiglio Direttivo nazionale può nominare uno o più Direttori e ne definisce i compiti ed i poteri.
  2. I Direttori partecipano con parere consultivo alle riunioni del Consiglio Direttivo nazionale ed ai Comitati Nazionali. I Direttori hanno la responsabilità di attuare le direttive stabilite dal Consiglio Direttivo nazionale, dal Presidente, dal Vicepresidente, anche per l’attuazione delle norme statutarie e delle delibere congressuali.
  3. Il Consiglio Direttivo nazionale mantiene facoltà di revoca dei Direttori stessi.

 

Articolo 14- Collegio di Garanzia

  1. Il Collegio di Garanzia si compone di due membri effettivi e del Presidente, eletti dal Congresso nazionale tra i soci aventi diritto di voto e iscritti da almeno quattro anni. Essi durano in carica due anni e sono rieleggibili. Non hanno diritto a compenso salvo il rimborso di eventuali spese documentate sostenute per conto e nell’interesse dell’Associazione.
  2. Al Collegio di Garanzia spetta la risoluzione di tutte le controversie relative all’interpretazione delle 6 disposizioni dell’Atto Costitutivo, dello Statuto e dell’applicazione dei Regolamenti, nonché di quelle derivanti da deliberazioni del Congresso nazionale e del Consiglio Direttivo che riguardino i rapporti tra l’Associazione ed i soci e tra i soci, che possono formare oggetto di controversia.
  3. I Garanti decidono quali arbitri, amichevoli compositori con dispensa da ogni formalità, i soci e il Congresso nazionale sono tenuti al rispetto delle decisioni del Collegio di Garanzia.
  4. I Garanti assistono alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale senza diritto di voto, ai Congressi e alle riunioni del Comitato Nazionale. Il loro funzionamento è disciplinato da apposito Regolamento.

 

Articolo 15 – Collegio dei Revisori

  1. Il Collegio dei Revisori è composto da tre membri, al cui interno viene nominato il Presidente, anche non soci, scelti tra gli iscritti nel Registro dei revisori legali dei conti, dotati di adeguata professionalità.
  2. Il Collegio dei Revisori viene nominato dal Congresso nazionale e dura in carica tre anni. Il Collegio dei Revisori controlla l’amministrazione dell’associazione secondo le norme del Codice Civile; accerta la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza del bilancio in entrata e in uscita, accerta la consistenza di cassa e l’inventario dei beni di proprietà dell’associazione

 

Articolo 16 – Regolamenti

  1. Il Consiglio Direttivo Nazionale elabora e propone l’approvazione e la modifica dei Regolamenti relativi alla gestione dell’associazione, sempre che tali Regolamenti non siano incompatibili o in contrasto con lo Statuto, e sentito il parere del Collegio di Garanzia, li sottopone al Congresso nazionale che li approva, modifica o abroga.
  2. Per il Regolamento delle sedi Locali è previsto inoltre il parere consultivo del Comitato nazionale.
  3. Sono obbligatori i seguenti Regolamenti:
  • del Consiglio Direttivo;
  • del Collegio di Garanzia;
  • delle Sedi Locali;
  • della gestione finanziaria.

 

Articolo 17 – Sedi Locali

L’associazione opera localmente tramite le Sedi Territoriali, i Punti di Riferimento e i Coordinatori Regionali. Organi della Sede Territoriale sono:

– l’Assemblea dei soci,

– il Consiglio Direttivo della Sede Territoriale.

– il Responsabile della Sede Territoriale;

Articolo 18 – Funzionamento dell’assemblea

  1. L’assemblea generale degli associati è il massimo organo deliberativo dell’associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie. Quando è regolarmente convocata e costituita rappresenta l’universalità degli aderenti e le deliberazioni da essa legittimamente adottate obbligano tutti gli associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.
  2. La convocazione dell’assemblea sia ordinaria che straordinaria potrà essere richiesta al consiglio direttivo da almeno un decimo degli associati in regola con il pagamento delle quote associative all’attodella richiesta, i quali ne propongono l’ordine del giorno. In tali casi la convocazione è atto dovuto da parte del consiglio direttivo.
  3. La convocazione dell’assemblea straordinaria potrà essere richiesta anche dalla metà più uno dei componenti del consiglio direttivo.
  4. L’assemblea dovrà essere convocata presso la sede dell’associazione o, comunque, in luogo idoneo a garantire la massima partecipazione degli associati.
  5. Le assemblee sono presiedute dal Responsabile della Sede Territoriale o, in caso di sua assenza o impedimento, da una delle persone legittimamente intervenute all’assemblea ed eletta Presidente dell’Assemblea dalla maggioranza dei presenti. L’assemblea nomina un segretario e, se necessario, due scrutatori.
  6. Nella assemblea con funzione elettiva in ordine alla designazione delle cariche sociali, è fatto divieto di nominare tra i soggetti con funzioni di scrutatori i candidati alle medesime cariche.
  7. L’assistenza del segretario non è necessaria quando il verbale dell’assemblea sia redatto da un notaio.
  8. Il Responsabile della Sede Territoriale dirige e regola le discussioni, constata la regolarità delle deleghe ed il diritto di intervento e di voto, stabilisce le modalità e l’ordine delle votazioni.
  9. Di ogni assemblea si dovrà redigere, nell’apposito libro, verbale firmato dal Responsabile della Sede Territoriale o dal Presidente eletto per l’assemblea della stessa, dal segretario e, se nominati, dai due scrutatori.
  10. Copia dello stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal consiglio direttivo a garantirne la massima diffusione.

 

Articolo 19 – Diritti di partecipazione

  1. Potranno prendere parte alle assemblee ordinarie e straordinarie dell’associazione i soli associati iscritti nel libro degli associati, in regola con il versamento della quota annua e non soggetti a provvedimenti disciplinari in corso di esecuzione.
  2. Ogni associato ha diritto ad un voto.
  3. Il Consiglio direttivo della Sede Territoriale delibererà l’elenco degli associati aventi diritto di voto. Contro tale decisione è ammesso appello all’assemblea da presentarsi prima dello svolgimento della stessa.
  4. Salvo il caso previsto dell’Art. 35(scioglimento), ogni associato può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di altri due associati.

 

Articolo 20 – Assemblea ordinaria

  1. La convocazione dell’assemblea ordinaria avverrà almeno otto giorni prima dell’adunanza mediante affissione di avviso nella sede dell’associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria, elettronica, sms, fax o telegramma.
  2. Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza, sia in prima che in seconda convocazione, e l’elenco delle materie da trattare.
  3. In mancanza di formale convocazione l’assemblea si reputa regolarmente costituita quando ad essa partecipano in proprio o per deleghe tutti gli associati e tutti i componenti dell’organo amministrativo sono presenti o informati e nessuno si oppone alla trattazione dell’argomento.
  4. L’assemblea ordinaria deve essere indetta a cura del consiglio direttivo e convocata dal presidente, almeno una volta all’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio consuntivo e per l’esame del bilancio preventivo.

 

Spetta all’assemblea ordinaria:

  1. deliberare sugli indirizzi e sulle direttive generali dell’associazione nonché in merito all’approvazione dei regolamenti sociali;
  2. nominare gli organi direttivi dell’associazione;
  3. deliberare su tutti gli argomenti attinenti alla vita ed ai rapporti dell’associazione che non rientrino nella competenza dell’assemblea straordinaria e che siano legittimamente sottoposti al suo esame ai sensi del precedente art.11 lettera k,m,n,r,s, tra i quali a titolo meramente esemplificativo l’approvazione o la modifica dell’importo e del termine ultimo per il versamento delle quote associative.

 

Articolo 21 – Assemblea straordinaria

  1. L’assemblea straordinaria deve essere convocata dal consiglio direttivo almeno quindici giorni prima dell’adunanza mediante affissione d’avviso nella sede dell’associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria, elettronica, sms, fax o telegramma.
  2. Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza, sia in prima che in seconda convocazione, e l’elenco delle materie da trattare.
  3. In mancanza di formale convocazione l’assemblea si reputa regolarmente costituita quando ad essa partecipano in proprio o per delega tutti gli associati e tutti i componenti dell’organo amministrativo sono presenti o informati e nessuno si oppone alla trattazione dell’argomento.                        L’assemblea straordinaria delibera sulle seguenti materie:
  4. approvazione e modificazione dello statuto sociale;
  5. atti e contratti relativi a diritti reali immobiliari;
  6. scioglimento dell’associazione e modalità di liquidazione.

 

Articolo 22 – Validità assembleare

  1. L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza assoluta degli associati aventi diritto di voto e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
  2. L’assemblea straordinaria sia in prima che in seconda convocazione è validamente costituita, salvo quanto infra stabilito, quando sono presenti due terzi degli associati aventi diritto di voto e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
  3. In seconda convocazione l’assemblea ordinaria sarà validamente costituita qualunque sia il numero degli associati intervenuti e delibera con il voto favorevole dei presenti.
  4. L’assemblea in seconda convocazione non può tenersi lo stesso giorno dell’assemblea di prima convocazione. In ogni caso per la modifica dell’atto costitutivo e dello statuto occorre la presenza di almeno i tre quarti degli associati ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
  5. Ai sensi dell’articolo 21 del Codice Civile per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.
  6. Ogni socio ha diritto ad un voto.
  7. Il voto può essere palese o segreto a scelta del Consiglio Direttivo o su richiesta di un decimo degli associati.
  8. Nelle delibere che riguardano la loro responsabilità, i componenti del Consiglio Direttivo non hanno diritto di voto.

 

Articolo 23 – Il Consiglio Direttivo della Sede Territoriale,

  1. Il Consiglio Direttivo della Sede Territoriale è composto di tre o undici membri, determinato, di volta in volta, dall’assemblea dei soci, ed eletti, compreso il presidente, dall’assemblea stessa.
  2. Il consiglio direttivo nel proprio ambito nomina il vicepresidente ed il segretario ed assegna le funzioni di tesoriere.
  3. In caso di parità prevarrà il voto del Responsabile della Sede
  4. Viene eletto dall’Assemblea dei Soci e dura in carica quattro anni e sono rieleggibili.
  5. Possono ricoprire cariche sociali i soli associati in regola con il pagamento delle quote associative che non si trovino in uno dei casi di incompatibilità previsti dalla legge o dalle norme e dai regolamenti.
  6. I componenti del Consiglio Direttivo della sede Territoriale non ricevono alcun emolumento o remunerazione, ma solamente il rimborso delle spese sostenute in relazione alla loro carica, previamente autorizzate dal Consiglio stesso.
  7. Il consiglio direttivo della sede Territoriale della sede Territoriale è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
  8. Le votazioni sono palesi.
  9. In caso di parità prevarrà il voto del presidente.
  10. Le deliberazioni del consiglio, per la loro validità, devono risultare da un verbale, trascritto nell’apposito libro, sottoscritto da chi ha presieduto la riunione e dal segretario.
  11. Lo stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal consiglio direttivo atte a garantirne la massima diffusione.

 

Articolo 24 – Dimissioni

  1. Nel caso che per qualsiasi ragione, durante il corso dell’esercizio venissero a mancare uno o più consiglieri che non superino la metà del consiglio, i rimanenti provvederanno alla integrazione del consiglio con il subentro del primo candidato in ordine di votazioni alla carica di consigliere non eletto, a condizione che abbia riportato almeno la metà delle votazioni conseguite dall’ultimo consigliere effettivamente eletto.
  2. Ove non vi siano candidati che abbiano tali caratteristiche, il consiglio proseguirà carente dei suoi componenti fino alla prima assemblea utile dove si procederà alle votazioni per surrogare i mancanti che resteranno in carica fino alla scadenza dei consiglieri sostituiti.
  3. Nel caso di dimissioni o impedimento del presidente del consiglio direttivo della sede Territoriale a svolgere i suoi compiti, le relative funzioni saranno svolte dal vice-presidente della sede Territoriale fino alla nomina del nuovo presidente della sede Territoriale che dovrà aver luogo alla prima assemblea utile successiva.
  4. Il consiglio direttivo della sede Territoriale dovrà considerarsi decaduto e non più in carica qualora per dimissioni o per qualsiasi altra causa venga a perdere la maggioranza dei suoi componenti. Al verificarsi di tale evento dovrà essere convocata immediatamente e senza ritardo l’assemblea ordinaria per la nomina del nuovo consiglio direttivo. Fino alla sua nuova costituzione e limitatamente agli affari urgenti e alla gestione dell’amministrazione ordinaria dell’associazione, le funzioni saranno svolte dal consiglio direttivo decaduto.

 

Articolo 25 – Convocazione direttivo

  1. Il consiglio direttivo della sede Territoriale si riunisce ogni qualvolta il presidente della sede Territoriale lo ritenga necessario, oppure se ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei consiglieri, senza formalità.
  2. Il Consiglio Direttivo può essere convocato anche dal Collegio dei Revisori dei Conti, se nominato dall’Assemblea.

 

Articolo 26 – Compiti del Consiglio Direttivo della Sede Territoriale

Il Consiglio Direttivo della Sede Territoriale:

  1. in occasione dell’assemblea annuale dei soci, illustra il Rendiconto Economico Consuntivo delle entrate e delle uscite registrate e il Resoconto delle attività svolte.
  2. cura la gestione ordinaria e straordinaria, nonché l’attuazione delle finalità previste dallo statuto e delle decisioni dell’assemblea degli associati
  3. redige il bilancio preventivo e quello consuntivo da sottoporre all’assemblea;
  4. delibera sulle domande di ammissione degli associati;
  5. fissa le date delle assemblee ordinarie degli associati da indire almeno una volta all’anno e convoca l’assemblea straordinaria nel rispetto dei quorum di cui all’art. 22 (ventidue), comma b ;
  6. redige gli eventuali regolamenti interni relativi all’attività sociale da sottoporre all’approvazione dell’assemblea degli associati;
  7. adotta i provvedimenti di esclusione degli associati, qualora si dovessero rendere necessari;
  8. assume e licenzia eventuali prestatori di lavoro, fissandone mansioni, qualifiche e retribuzioni;
  9. accerta la decadenza degli associati per morosità;
  10. elegge tra i propri membri il Responsabile della sede territoriale;
  11. sviluppa a livello locale le campagne e le attività nazionali;
  12. attua iniziative animaliste su problemi e tematiche locali;
  13. ha la responsabilità dei rapporti con le istituzioni locali;
  14. promuove e sviluppa la presenza e le attività dei volontari.

 

Articolo 27 – Il Responsabile della sede territoriale:

  1. Il Responsabile della sede territoriale viene eletto all’interno del Consiglio Direttivo della Sede Territoriale e dura in carica quattro anni ed I suoi componenti sono rieleggibili.
  2. dirige l’associazione e ne controlla il funzionamento nel rispetto dell’autonomia degli altri organi sociali;
  3. è responsabile della conduzione della sede territoriale e la rappresenta ne è il legale rappresentante in ogni evenienza ed ha quindi l’uso della firma sociale.;
  4. convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo della sede territoriale, organizza l’attività della sede territoriale, rappresenta la sede nelle relazioni esterne sul territorio, svolge tutti i compiti a lui delegati dal Consiglio Direttivo.
  5. È responsabile dei rapporti con le strutture nazionali dell’associazione.
  6. Il funzionamento delle Sedi Locali ed i rapporti con gli Organi nazionali, sono disciplinati dal Regolamento delle Sedi Locali.

 

Articolo 28 – Il Vice Responsabile della Sede Territoriale

Il Vice Responsabile della Sede Territoriale sostituisce il presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo ed in quelle mansioni nelle quali venga espressamente delegato.

 

Articolo 29 – Il Segretario delle Sedi Territoriali

Il segretario delle Sedi Territoriali dà esecuzioni alle deliberazioni del presidente e del consiglio direttivo, redige i verbali delle riunioni, attende alla corrispondenza e come tesoriere cura l’amministrazione dell’associazione e si incarica della tenuta dei libri contabili nonché delle riscossioni e dei pagamenti da effettuarsi previo mandato del consiglio direttivo.

 

Articolo 30 – Il Punto di Riferimento

Il Punto di Riferimento (PdR) è un socio che, su nomina del Consiglio Direttivo Nazionale, assume compiti di coordinamento di un gruppo di volontari locali di cui diventa responsabile nei confronti dell’Associazione. L’ambito territoriale di competenza viene definito al momento della nomina e può essere a livello comunale, intercomunale o provinciale.

 

Articolo 31 – I Coordinatori Regionali

  1. I Coordinatori Regionali sono nominati, su proposta della maggioranza delle Sedi Locali, dal Consiglio Direttivo Nazionale che ne definisce compiti e strumenti a disposizione con successivo Regolamento.
  2. Il Consiglio Direttivo nazionale mantiene facoltà di revoca dei Coordinatori stessi, sentito il parere delle Sedi Territoriali e Punti di Riferimento competenti per territorio. Le attività delle Sedi Territoriali sono autonome nel rispetto dello Statuto e dell’indirizzo generale stabilito dal Congresso nazionale e dal Consiglio Direttivo Nazionale.
  3. Sono dotate di autonomia amministrativa, nell’ambito della propria rendicontazione economica che deve confluire periodicamente nella contabilità dell’Associazione.
  4. Possono sottoscrivere atti e convenzioni nei limiti e nelle forme previste dal Regolamento delle Sedi Territoriali previo parere favorevole e vincolante del Consiglio Direttivo nazionale.
  5. Il potere di firma spetta al Responsabile eletto dal Consiglio Direttivo della Sede territoriale tra gli stessi membri.
  6. Il funzionamento delle Sedi Territoriali ed i rapporti con gli Organi nazionali, sono disciplinati dal Regolamento delle Sedi Territoriali.

 

Articolo 32 – Il rendiconto

  1. Il consiglio direttivo redige il bilancio dell’associazione, sia preventivo che consuntivo da sottoporre all’approvazione assembleare.
  2. Il bilancio consuntivo deve informare circa la complessiva situazione economico-finanziaria dell’associazione, e da esso devono risultare i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale ed economico-finanziaria della associazione, nel rispetto del principio della trasparenza nei confronti degli associati.
  3. Insieme alla convocazione dell’assemblea ordinaria che riporta all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio deve essere messa a disposizione di tutti gli associati copia del bilancio stesso

 

Articolo 33 – Anno sociale

L’anno sociale e l’esercizio finanziario iniziano l’1 (uno) gennaio e terminano il 31 (trentuno) dicembre di ciascun anno.

 

Articolo 34 – Il Collegio dei Revisori dei Conti

  1. Il Collegio dei Revisori dei Conti è organo facoltativo che può essere nominato dall’Assemblea. Restano comunque salvi i casi di obbligatorietà del Collegio dei Revisori dei Conti previsti dalla legge.
  2. Qualora sia nominato è organo di controllo amministrativo finanziario.
  3. E’ formato da tre membri effettivi e due supplenti nominati dall’Assemblea tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’associazione.
  4. Il collegio rimane in carica per lo stesso tempo del Consiglio Direttivo. Il collegio, almeno trimestralmente, verifica la regolare tenuta delle scritture contabili e lo stato di cassa dell’associazione. Verifica il bilancio consuntivo e preventivo e presenta all’Assemblea una relazione scritta relativamente agli stessi. Delle proprie riunioni il Collegio dei Revisori redige verbale da trascriversi in apposito libro.

 

Articolo 34 – Il Collegio dei Revisori dei Conti

  1. Il Collegio dei Revisori dei Conti è organo facoltativo che può essere nominato dall’Assemblea. Restano comunque salvi i casi di obbligatorietà del Collegio dei Revisori dei Conti previsti dalla legge.
  2. Qualora sia nominato è organo di controllo amministrativo finanziario.
  3. E’ formato da tre membri effettivi e due supplenti nominati dall’Assemblea tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’associazione.
  4. Il collegio rimane in carica per lo stesso tempo del Consiglio Direttivo. Il collegio, almeno trimestralmente, verifica la regolare tenuta delle scritture contabili e lo stato di cassa dell’associazione. Verifica il bilancio consuntivo e preventivo e presenta all’Assemblea una relazione scritta relativamente agli stessi. Delle proprie riunioni il Collegio dei Revisori redige verbale da trascriversi in apposito libro.

 

Le entrate sono costituite da:

  1. quote associative annue o periodiche degli associati;
  2. contributi ordinari o straordinari degli associati;
  3. eventuali contributi di enti pubblici o di qualsiasi altro genere;
  4. eventuali rimborsi derivanti da convenzioni;
  5. eventuali introiti da attività marginali commerciali o da attività connesse, quali il ricavato dall’organizzazione di eventi, manifestazioni, corsi e seminari, o il ricavato di raccolte pubbliche di fondi realizzate anche mediante l’offerta di beni di modico valore.

 

Articolo 36 – Scioglimento

  1. Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea generale dei soci, convocata in seduta straordinaria e validamente costituita con la presenza di almeno i tre quarti degli associati aventi diritto di voto, con l’approvazione, sia in prima che in seconda convocazione, di almeno i tre quarti degli associati esprimenti il solo voto personale, con esclusione delle deleghe.
  2. Così pure la richiesta dell’assemblea generale straordinaria da parte degli associati avente per oggetto lo scioglimento dell’associazione deve essere presentata da almeno i tre quarti degli associati con diritto di voto, con l’esclusione delle deleghe.
  3. L’assemblea, all’atto di scioglimento dell’associazione, nomina uno o più liquidatori, scelti preferibilmente tra gli associati, ne fissa i poteri, e delibera in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo del patrimonio dell’associazione.
  4. La destinazione del patrimonio residuo avverrà obbligatoriamente a favore di altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, co.190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.

 

Articolo 37 – Modifiche dello Statuto

Possono essere deliberate in Congressi nazionali straordinari regolarmente convocati con voto favorevole del 60% degli aventi diritto al voto presenti.

 

Articolo 38 – Norma di rinvio

Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto si applicano le disposizioni del Codice Civile e delle leggi vigenti in materia.

 

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