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vitello lasciato morire

Soccorrere un animale in difficoltà è un dovere morale senonchè legale, infatti Il reato di uccisione di animali può essere integrato anche da una condotta omissiva.
Comunichiamo con grande rammarico quanto segue: fotografano un vitello all’alpeggio, coricato su un fianco, in evidente stato di difficoltà e lasciato al suo destino di preda. Pare che l’incomprensibile comportamento non sia stato compiuto da turisti o persone poco sensibili alla sofferenza animale, bensì da presunti animalisti.

La loro intenzione era quella di testimoniare cosa accade in alta montagna e i come si comportano i pastori con i loro animali( gli stessi animalisti segnalano anche la presenza di due pecore, degli asini e un cavallo).

La domanda sorge spontanea. Perché? Perché lo hanno lasciato lì abbandonandolo ad una morte certa? Perché non hanno attivato i soccorsi immediatamente? Perché non si sono fatti parte in causa? Perché non hanno cercato il pastore, avvisato i vigili del fuoco, attivato il servizio forestale e veterinario.

Hanno immortalato la disperazione e la sofferenza degli animali lasciati al loro destino e si sono girati dall’altra parte.

Tutto questo ci lascia con un senso di profonda tristezza ed amarezza, si continua ancora a discriminare gli animali in base alla specie ma la cosa più terribile che questi comportamento sono tenuti anche da chi dice di amare gli animali, da chi lotta per salvare questo o quel animale ma poi ignorare la sofferenza di altri, purtroppo lo specismo continua ad essere uno delle spine peggiori per la difesa degli animali.

Tony, Seby

Santiago Spagna: la barbara usanza delle oche appese e uccise dai cavalieri

 

 

 

 

El Carpio de Tajo: adulti e bambini a cavallo si sfidano a chi riesce a strappare la testa a polli, anatre ed Oche appese ancora vive a testa in giù ad una corda che viene tesa in alto nella piazza del mercato. E’ questo ciò in cui consiste una crudele tradizione, che viene messa in atto nella festa di Santiago in Spagna. Si tratta di un’usanza davvero barbara.  Il popolo spagnolo è già noto per queste barbarie, ricordiamo la corrida, tori uccisi nelle arene, oppure fatti correre per le strade per essere poi uccidi alla fine della festa o pugnalati e picchiati per poi morire per dissanguamento a Coria a giugno o a Fuenlabrade ad ottobre.. Anche qui tori o mucche vengono picchiati, pugnalati, per poi lasciarli morire per dissanguamento.  A dicembre a Notilla del Palancar le galline vengono lapidate.

Gennaio Manganeses Polverosa (Castilla Leon).Una capra viva viene gettata dal campanile della chiesa.

A Febbraio Villanueva de la Vera (Extremadura). Un asinello cavalcato dall’uomo più grasso del villaggio, attraversa il paese attorniato dalla folla isterica che lo picchia selvaggiamente. Mentre cammina danno fuoco ai suoi testicoli, lo fanno bere grappa, gli danno pugni e calci e finito il carnevale… finisce anche l’asinello! .

A marzo a Salas de los Infantes polli e tacchini vengono presi a bastonate da ragazzi, a cui sono bendati gli occhi.

Aprile Tordesillas (Castilla-Leon). Un toro viene rincorso e massacrato a colpi di lancia da un centinaio di uomini a cavallo. Vince la “lancia d’oro” chi riesce ad atterrare l’animale e a tagliargli i testicoli, mentre il toro è ancora vivo e cosciente.

Maggio Benavente (Zamora). Diversi tori vengono strangolati lentamente con una corda legata al loro collo e tirata da 300 uomini.

Giugno Coria (Caceres). La folla insegue dei tori attraverso le strade del villaggio lanciando loro freccette e mirando agli occhi. Quando gli animali si accasciano vengono castrati, mutilati e pugnalati fino alla morte.

Luglio Carpio del Tajo (Castilla la Mancha). Dei cavalieri staccano la testa a oche vive appese a una corda stesa attraverso la piazza del mercato.

Agosto San Sebastian de los Reyes (Madrid). Dei nani torturano e mutilano alcuni vitellini per ore intere. Quando i vitelli cadono agonizzanti, i nani danzano sui loro corpi.

Settembre Ciruelas Cifuentes (Madrid). Delle giovani mucche vengono rincorse e schiacciate con dei trattori.

Ottobre Fuenlabrade (Madrid). Quattro animali (tori o mucche) vengono picchiati, pugnalati, feriti con ogni tipo di strumento dalla folla e muoiono per dissanguamento.

Novembre Igea (La Rioja). Si spezzano le membra a dei vitelli e poi li si getta nel vuoto da una piattaforma.

Dicembre Notilla del Palancar (Cuenca). Nel corso di uno spettacolo delle galline vengono lapidate a morte.

Negli ultimi tempi le corride sono in declino e sempre un più alto numero di spagnoli si disinteressa a questo tipo di spettacoli atroci, che sono stati oggetto di contestazione soprattutto da parte degli animalisti, i quali si sono battuti a lungo e continuano a farlo. C’è ancora, però, molto da fare, per tutelare i diritti degli animali e per salvaguardarne la vita. Ciascuno di noi può fare la propria parte, boicottando, anche come meta delle proprie vacanze, le località, nelle quali vengono organizzati spettacoli che vanno a danno degli animali. In questi casi, come succede anche nella tradizione per celebrare Santiago, dovremmo fare sentire tutti quanti la nostra voce di protesta contro quelle che sono delle vere e proprie torture nei confronti degli animali.

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fonti:

http://www.nocensura.com/2013/05/spagna-non-solo-corride-ecco-tutti-gli.html
https://www.nanopress.it/ambiente/2014/06/30/oche-appese-e-uccise-dai-cavalieri-la-barbara-usanza-della-festa-di-santiago-in-spagna/18979/